ASEP: Paolo Refolo (IDV) chiede lumi

Articolo pubblicato dalla Voce di Mantova del 08/01/2015

Porto, la cessione dei servizi di gas e acqua al centro dell’attenzione del consigliere provinciale

PORTO MANTOVANO – Dito puntato da parte del consigliere provinciale dell’Idv, Paolo Refolo , nei riguardi della vicenda che ha come protagonista l’Asep di Porto Mantovano relativamente alla cessione dei
servizi gas e acqua. Per non lasciare nulla d’intentato, in merito al desiderio di aver maggior chiarezza sui risvolti del tema in questione, l’esponente dell’Italia dei Valori, ha presentato a Palazzo di Bagno due interpellanze con le quali chiede l’intervento della Provincia in quanto non vi sono gli elementi per procedere con la cessione dei serivizi. «Asep – precisa Refolo – è una società partecipata anche dalla Provincia da molti anni per questo ritengo che debba intervenire sulla vicenda.
Da una lettura della delibera della giunta comunale di Porto dello scorso 11 dicembre si evince l’indirizzo dato al consiglio comunale di Porto di vendere a Tea i due rami d’azienda relativi alla gestione del servizio
idrico e di quello della distribuzione del gas, accogliendo un compenso stabilito da una società di Bologna la quale con criteri molto opinabili avrebbe valutato il servizio idrico 3 milioni di euro contro un valore
reale deducibile da un semplicissimo calcolo dei margini per anno moltiplicato per 12 anni a cui aggiungere le immobilizzazioni, Tfr, e magazzino che sarebbe invece di 5 milioni di euro. Ma il problema, oltre alla
sottovalutazione del servizio e perciò un chiaro danno ai soci e quindi alla Provincia, riguarda
il percorso e le modalità di come e perché verrebbero ceduti i due servizi sopracitati a Tea».
«Il perché deriverebbe dal fatto – prosegue l’esponente dell’Idv – che Asep secondo Aato non
sarebbe a norma sul piano societario, né come società in
house, né come società pubblico-privata.
Da ciò l’avv i o , dietro diffida del 4 dicembre 2014, dell’Aato di rientrare nella normativa pena la revoca del
servizio. Una diffida chiaramente assurda per svariati motivi. Inoltre molte altre sono gli
elementi a disposizione che mi hanno indotto a predisporre le interpellanze».
In definitiva Refolo chiede al presidente della Provincia con i
due documenti inoltrati al protocollo una serie di chiarimenti e in più come mai l’ente di Palazzo di Bagno, che controlla Aato e che è pure socia di Asep non abbia preso pubblica posizione
e difesa dell’assetto regolare di Asep. Altro aspetto che il consigliere provinciale dell’Idv chiede venga chiarito è se il presidente, la giunta provinciale, il segretario generale e i dirigenti della Provincia deputati
al controllo sulle società partecipate abbiano valutato il danno erariale che ne deriverebbe all’Ente sia per la cessione dei due servizi e sia per la sottovalutazione del valore del servizio idrico.
«Chiedo inoltre – fa notare Refolo – se la Provincia abbia valutato il non corretto operato di Aato che ha pure affidato il servizio idrico ad Asep e ora lo vuole revocare pur permanendo le identiche condizioni di assetto societario del 2006, nonostante nel frattempo vi sia stato un potenziamento del ruolo operativo di Tea in Asep».

Articolo ASEP Voce di Mantova 08_01_2015

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Cessioni in ASEP tutti i dubbi dell’IDV

Articolo pubblicato dalla Gazzetta di Mantova del 08/01/2015

Una sottovalutazione del servizio e una modalità poco chiara della cessione di acqua e gas. L’esponente Idv Paolo Refolo, ha inoltrato alla Provincia due corpose interpellanze riguardo la situazione di Asep, la partecipata di Porto Mantovano, riservandosi di presentare ulteriori motivi contrari alla cessione dei due settori, oltre che ricorre al Tar, alla Corte dei Conti e alla Procura. «Il problema – scrive – oltre alla sottovalutazione del servizio e perciò un chiaro danno ai soci e alla Provincia, riguarda il percorso di come e perché verrebbero ceduti i due servizi a Tea spa. Il perché consisterebbe nel fatto che Asep secondo Ato non sarebbe a norma sul piano, da ciò l’urgenza dietro diffida del 4 dicembre. Una diffida chiaramente assurda».
Secondo Refolo, la cessione non è corretta. «Tea fornisce l’acqua ad Asep da sempre con accordi e contratti scritti, gestisce il depuratore di San Giorgio con Asep, è stata per anni in consiglio di amministrazione.
Tutte le condizioni esposte sono ritenute da tutti gli esperti condizioni operative.
Perciò il socio Tea in Asep è operativo a tutti gli effetti e non vi sono le motivazioni per
una revoca del servizio».
«Motivazioni invece presenti per tale revoca nell’affidamento
a Tea – prosegue – in quanto quest’ultima non aveva
il servizio in house nell’atto dell’affidamento del servizio
nel 2007, perché i soci di Tea Acque non erano i Comuni».
Da tali premesse le richieste di sapere, tra i quesiti, come mai la Provincia non abbia preso pubblica posizione e difesa dell’assetto regolare di Asep, se presidente, giunta e dirigenti abbiano valutato il danno
erariale, se non si ritiene incompatibile Roveda, presidente
di Ato e consigliere provinciale.
Alla fine dell’interpellanza, Refolo parla di operazione politica «a grande vantaggio solamente di Tea».

Articolo ASEP 08_01_2015

PORTO MANTOVANO: Asep si indebolisce e si rafforza Tea


Lettera al Direttore pubblicata sulla Gazzetta di Mantova del 07/01/2015

L’ assessore comunale di Porto Mantovano, Boccanera ha deposto sotto l’ albero una brutta lettera che più che rispondere a Barai, squalifica Asep e anche coloro che in passato l’ hanno creata e diretta con ottimi risultati. Boccanera vada a vedersi i bilanci e i servizi sino a 4-5 anni fa. Vi è stato un altro che ha cercato di squalificarla e indebolirla e cioè l’ ex sindaco Maurizio Salvarani, basta leggere le sue dichiarazioni nel 2009 e 2010. Ad indebolire Asep non è stato solo Vivere Porto, ma anche assessori e consiglieri Pd che sono ancora in giunta e consiglio, anzi qualcuno è stato pure promosso. Ma il Pd nel programma 2014-2019 non ha scritto che avrebbe fatto di tutto per potenziare Asep? La si potenzia cedendo “sotto prezzo” due servizi fondamentali per la vita di Asep? Risulta che la società incaricata per studiare la situazione di Asep non abbia studiato cosa accadrà della società se i due servizi saranno ceduti a Tea. Strano! Eppure era la cosa prioritaria da fare e invece invocando il diktat di Ato che Asep deve assestarsi alle leggi, si vuole “svendere” i due servizi. Si dice che i servizi idrico e gas valgano 5 milioni e non 3 milioni. Siamo proprio certi che Asep non sia in un assetto societario corretto? Vediamo. La contestazione sarebbe che Tea in Asep non è un socio operativo e perciò non in linea con le norme. Falso. Tea in Asep è stata sempre operativa e lo è ancora soprattutto nei due servizi gas e acqua. Per l’ idricoTea gestisce l’ adduzione dell’ acqua, Asep la distribuisce e la depura, tranne che nel Comune di San Giorgio Tea depura l’acqua in accordo con Asep (si informi assessore Boccanera).Tea è stata nel consiglio di Asep con 3 consiglieri su 5 e unsindaco. Più operativo di così si muore! Che chiarisce definitivamente vi è poi la importantissima sentenza del Tar della Lombardia del 12/3/2014 n. 246 che annulla la delibera di un Ato che revoca il servizio idrico ad una società, che come Asep è mista pubblico privata, con il socio scelto con una gara regolare nella quale si stabilivano puntuali requisiti professionali, tesi a garantire la selezione di un partner dotato di un’ adeguata capacità tecnica ed esperienze nel settore (fatturato nei settori, esperienza, clienti serviti), a nulla rilevando, come confermato dalla Corte di Giustizia Europea, che la gara non fosse “a doppio oggetto” poiché al momento dell’ indizione della gara non era previsto. Tale sentenza non è stata nemmeno presa in considerazione dallo studio della società incaricata da Asep ,né dall’ Ato Perchè ? Attualmente la normativa di riferimento è quella comunitaria, cioè della CEE che prevede 3 forme per la gestione dei servizi: affidamento con gara, affidamento a società in house, affidamento a società mista pubblico-privata ove il socio sia stato scelto con gara e Tea fu scelta con regolare bando di gara nel 2005 dal Comune di PortoMantovano. E perciò Tea come sopra ricordato è ampiamente operativa in Asep. D’ altronde Asep è da sempre gestore del servizio idrico e dal 2006 è affidataria del servizio da parte dell’ Ato di Mantova e nel 2006 Tea era già socia di Asep così come lo è ora. Se l’ Ato sostiene che l’ Asep deve essere in house perché gli ha affidato il servizio nel 2006 e ora glielo vuole togliere pur essendo nelle stesse condizioni? Forse sarebbe meglio che Ato valutasse se Tea è assestata correttamente. Infatti le società miste dovrebbero avere come soci pubblici i Comuni e il socio privato scelto con gara come ha Asep Invece Tea acque, la società del gruppo Tea che gestisce il servizio idrico, ha come soci laTea spa e non i Comuni e questo non corrisponde alla norma come scritto nella stessa relazione della società di consulenza incaricata da Asep a pag.9 rigo 17,18,19. Bene perciò hanno fatto i dirigenti del Comune di Porto a non dare proprio parere alla cessione dei servizi idrico e gas allaTea. Perché il danno per la società sarebbe evidente e di conseguenza il danno al Comune di Porto Mantovano e agli altri Comuni soci di Asep. Assurda perciò sia la diffida dell’ Ato che la scelta della maggioranza Pd e Sel di svendere Asep. Sarà mia cura proporre alla Provincia di cui sonoconsigliere la revoca del presidente di Ato per i seguenti motivi: 1 non conoscenza di leggi e sentenze, 2 incompatibilità essendo il sig. Roveda sia presidente dell’ Ato che anche consigliere provinciale, 3 perché è anche dipendente del Comune di Mantova socio di TEA all’ 85% uno dei gestori più importanti tra i 5 gestori del sevizio idrico provinciale. Come pure verificherò eventuali incompatibilità del direttore di Ato poiché il direttore di Ato ha svolto in questi ultimi anni il controllo di sua competenza sulle attività di Asep e del Comune di Porto? Sarò più chiaro nella interpellanza che presenterò in Provincia a giorni. Però una domanda mi è doverosa al direttore di Ato: lei è il progettista della ciclabile mai finita che si sta realizzando a San Antonio, per la quale è stato tolto l’ incarico in novembre 2014 dal Comune di Porto? Concludo chiedendo al sindaco di Porto e all’ assessore Boccanera di promuovere una pubblica assemblea urgentemente perché Asep è del comune per il 66%, ma il Comune è dei cittadini al 100% e perciò il confronto e indispensabile. Il Boccanera nella sua lunga lettera a favore di Tea ha “scordato” di dire che con la gestione dell’ acqua a Tea anche per Porto la tariffa salirà per i cittadini portuensi di un bel altro 10%. A Tea un altro bel regalo dopo quello del gas nel 2010 fatto dall’ indimenticabile Lanfredi, oggi membro del CdA dell’ Ato, era un altro Pd che come quelli di oggi promettono di rafforzare Asep e poi potenziano Tea indebolendo ancora Asep, In sintesi Pd e Vivere Porto fanno a gara per indebolire Asep. Direi per chiuderla con gradualità. Paolo Refolo Consigliere Provinciale IDV Porto Mantovano

Lettera Gazzetta 07012015

Lettera al Direttore in merito ad ASEP

LETTERA AL DIRETTORE PUBBLICATA SULLA VOCE DI MANTOVA IL 02 GENNAIO 2015
Egregio Signor Direttore,
l’assessore comunale di Porto Mantovano S. Boccanera ha deposto sotto l’albero una brutta lettera che più che rispondere a Barai, squalifica A.SE.P e anche coloro che in passato l’hanno creata e diretta con ottimi risultati. Boccanera vada a vedersi i bilanci e i servizi sino a 4-5 anni fa. Vi è stato un altro che ha cercato di squalificarla e indebolirla e cioè l’ex sindaco Maurizio Salvarani basta leggere le sue dichiarazioni nel 2009 e 2010. Ad indebolire A.SE.P non vi è stato solo Vivere Porto, ma anche assessori e consiglieri PD che sono ancora in Giunta Comunale e Consiglio, anzi qualcuno è stato pure promosso. Ma il PD nel programma 2014-2019 non ha scritto che avrebbe fatto di tutto per potenziare A.SE.P? La si potenzia cedendo “sotto prezzo” due servizi fondamentali per la vita di A.SE.P? Risulta che la società incaricata per studiare la situazione di A.SE.P non abbia studiato cosa accadrà della società se i due servizi saranno ceduti a TEA. Strano! Eppure era la cosa prioritaria da fare e invece invocando il diktat di ATOO che A.SE.P deve assestarsi alle leggi si vuole “svendere” i due servizi. Si dice che i servizi idrico e gas valgano 5 milioni e non 3 milioni.
Siamo proprio certi che A.SE.P non sia in un assetto societario corretto. Vediamo. La contestazione sarebbe che TEA in A.SE.P non è un socio operativo e perciò non in linea con le norme. Falso. TEA in A.SE.P è stata sempre operativa e lo è ancora soprattutto nei due servizi gas e acqua. Per l’idrico TEA gestisce l’adduzione dell’acqua, A.SE.P la distribuisce e la depura, tranne che nel Comune di San Giorgio TEA depura l’acqua in accordo con A.SE.P (si informi assessore Boccanera). TEA è stata nel Consiglio di A.SE.P con 3 Consiglieri su 5 e un Sindaco. Più operativo di così si muore ! Che chiarisce definitivamente vi è poi la importantissima sentenza del Tar della Lombardia del 12/3/2014 n. 246 che annulla la delibera di un ATO che revoca il servizio idrico ad una società, che come A.SE.P, è mista pubblico privata, con il socio scelto con una gara regolare nella quale si stabilivano puntuali requisiti professionali, tesi a garantire la selezione di un partner dotato di un’adeguata capacità tecnica ed esperienze nel settore ( fatturato nei settori, esperienza, clienti serviti), a nulla rilevando, come confermato dalla Corte di Giustizia Europea, che la gara non fosse “a doppio oggetto” poiché al momento dell’indizione della gara non era previsto. Tale sentenza non è stata nemmeno presa in considerazione dallo studio della società incaricata da A.SE.P ,né dall’AA.T.O. Perchè ?
Attualmente la normativa di riferimento è quella comunitaria, cioè della CEE che prevede 3 forme per la gestione dei servizi: affidamento con gara, affidamento a società in house, affidamento a società mista pubblico-privata ove il socio sia stato scelto con gara e TEA fu scelta con regolare bando di gara nel 2005 dal Comune di Porto Mantovano. E perciò TEA come sopra ricordato è ampiamente operativa in ASEP. D’altronde A.SE.P è da sempre gestore del servizio idrico e dal 2006 è affidataria del servizio da parte dell’AATO di Mantova e nel 2006 TEA era già socia di A.SE.P così come lo è ora. Se l’AATO sostiene che l’A.SE.P deve essere in House perché gli ha affidato il servizio nel 2006 e ora glielo vuole togliere pur essendo nelle stesse condizioni?
Forse sarebbe meglio che AATO valutasse se TEA è assestata correttamente. Infatti le società miste dovrebbero avere come soci pubblici i Comuni e il socio privato scelto con gara come ha A.SE.P. Invece TEA ACQUE, la società del gruppo TEA che gestisce il servizio idrico, ha come soci la TEA spa e non i Comuni e questo non corrisponde alla norma come scritto nella stessa relazione della società di consulenza incaricata da A.SE.P a pag.9 rigo 17,18,19. Bene perciò hanno fatto i dirigenti del Comune di Porto a non dare proprio parere alla cessione dei servizi idrico e gas alla TEA. Perchè il danno per la società sarebbe evidente e di conseguenza il danno al Comune di Porto Mantovano e agli altri Comuni soci di A.SE.P. Assurda perciò sia la diffida dell’AATO che la scelta della maggioranza PD e SEL di svendere ASEP. Sarà mia cura proporre alla Provincia di cui sono consigliere la revoca del presidente di AATO per i seguenti motivi:1 non conoscenza di leggi e sentenze, 2 incompatibilità essendo il Sig. C. Roveda sia Presidente dell’AATO che anche consigliere provinciale, 3 perché è anche dipendente del Comune di Mantova socio di TEA all’85% uno dei gestori più importanti tra i 5 gestori del sevizio idrico provinciale. Come pure verificherò eventuali incompatibilità del Direttore di AATO poiché il Direttore di ATO ha svolto in questi ultimi anni il controllo di sua competenza sulle attività di ASEP e del Comune di Porto ? Sarò più chiaro nella interpellanza che presenterò in Provincia a giorni. Però una domanda mi è doverosa Sig. Direttore di ATO: Lei è il progettista della ciclabile mai finita che si sta realizzando a San Antonio, per la quale è stato tolto l’incarico in novembre 2014 dal Comune di Porto? Concludo chiedendo al Sindaco di Porto e all’assessore Boccanera di promuovere una pubblica assemblea urgentemente perchè A.SE.P è del comune per il 66%, ma il Comune è dei cittadini al 100% e perciò il confronto e indispensabile. Il Boccanera nella sua lunga lettera a favore di TEA ha” scordato di dire che con la gestione dell’acqua a TEA anche per PORTO la tariffa salirà per i cittadini portuensi di un bel altro 10%. A TEA un altro bel regalo dopo quello del gas nel 2010 fatto dall’indimenticabile Lanfredi, oggi membro del CdA dell’AATO, era un altro PD che come quelli di oggi promettono di rafforzare A.SE.P e poi potenziano TEA indebolendo ancora A.SE.P., In sintesi PD e Vivere Porto fanno a gara per indebolire A.SE.P. Direi per chiuderla con gradualità.
Cordiali saluti
Paolo Refolo
Consigliere Provinciale IDV- Porto Mantovano
Lettera al Direttore Voce 02012015