Porto Mantovano – Lo scolmatore era già previsto.

Lettera al Direttore pubblicata sulla Gazzetta di Mantova il 25/10/2015

Egregio Sig. Direttore,
il Vice Sindaco di Porto P.C. Ghizzi nella sua intervista sulla gazzetta di Giovedì 22 Ottobre 2015 come in altre occasioni, cerca di accreditarsi come Comune e assessore un’opera che non era né è nei programmi del Comune e cioè lo scolmatore di acque da Via Manzoni a via Veneto per un costo di 267.000 euro. L’opera era nel piano idrico di ASEP che non è del Comune di Porto, ma solo una controllata da questi, piano approvato dall’ATO di Mantova nel 2006. Perciò il Comune non c’entra nulla, ripeto nulla. Ma il nostro Vice Sindaco, così come fece 4 anni fa con il depuratore e l’acquedotto di Soave, cerca di rientrare in gioco come per accreditarsi meriti che non ha. Tutte cose previste ribadisco nel 2006, quando vi era l’Amministrazione del Sindaco Mauro Ghizzi e direttore di ASEP R. Pezzali i quali evitarono che il servizio idrico fosse affidato a TEA, facendo risparmiare ai cittadini di Porto in 7 anni (2006-2013) ben 1.500.000 euro visto che la tariffa media del servizio idrico fra ASEP e TEA era del 12% in meno per ASEP, ripeto a vantaggio dei cittadini. Il Vice Sindaco la dice non grossa, ma enorme quando dice che il finanziamento dei 260.000 euro per lo scolmatore <<sarà a carico di TEA Acque con fondi propri>>. Errato Sig. Vice Sindaco, il costo di 267.000 euro dello scolmatore sarà a carico dei cittadini di Porto, perché come la legge prevede, TEA Acque lo scaricherà come sempre nella tariffa. Il Vice Sindaco è stato poco corretto, perché di fatto fa apparire TEA Acque come il buon Babbo Natale che regala ai portuensi 267.000 euro. A proposito Sig. Vice Sindaco, lei tre anni fa, conclusi i lavori dell’acquedotto di Soave, disse in analoga intervista tenuta per accreditarsi ingiustamente, che entro 3 anni e cioè a fine 2015 i Soavesi avrebbero avuto tutti l’acqua pubblica. Mi risulta che ad Agosto 2015 siano stati fatti solo 50 allacciamenti su 480 previsti o non è vero? Le ricordo che il milione e 600.000 euro investiti a Soave per l’acquedotto ASEP e perciò ora TEA Acque, l’hanno già scaricato in tariffa e perciò i cittadini di S. Antonio, Bancole, Montata Carra, stanno pagando questo investimento, senza che i soavesi lo utilizzino e perciò che anche loro concorrano a pagarlo. Mi sembra un danno a carico dei cittadini delle 3 frazioni e non si capisce perché non si siano realizzati in 3 anni almeno 350/400 allacciamenti. Forse che ai soavesi non piace l’acquedotto e debbano pagarlo quelli di Porto? Attendo una risposta chiara e non comizi.
Ringrazio e porgo cordiali saluti.

Paolo Refolo
Consigliere Provinciale IDV- Porto

P.S. Risulta che l’acqua a Soave sia inquinata e che vi sia un’ordinanza in atto che obbligherebbe i cittadini ad allacciarsi (Sindaco Settembre 2013); perché non li si obbliga a farlo?

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