TEA SPA PERCHE’ I COMUNI SE NE VANNO

Lettera al Direttore pubblicata sulla Gazzetta di Mantova del 14 Novembre 2015

Egregio Sig. Direttore,

ho letto la lettera abbondante, ma molto confusa del Sig. P. Paolo Galli pubblicata giovedì 12 ottobre sulla Gazzetta riguardante TEA e la Grande Mantova. Non so chi sia il Sig. P. Galli, ma sicuramente è poco informato e perciò riporta varie assurdità. Di certo è un grandissimo sostenitore di TEA al punto che ho pensato ne fosse un dirigente. Alcune precisazioni. TEA Spa non è il nostro consorzio di Comuni come scritto dal Sig. Galli, ma una società per azioni ove chi comanda è chi possiede il 50,1% delle azioni e in TEA il Comune di Mantova ne ha il 73%, quindi supercomanda. Perciò molti Comuni non sentono TEA come la propria azienda, perché la loro influenza è nulla, compresi Comuni come Suzzara con il 10%, Curtatone, Virgilio con il 4%, che sono i primi 3 dopo Mantova ad avere percentuali maggiori tra i 31 soci di TEA. Figuriamoci quelli che hanno lo 0,2-0,3-0,5 come possono sentirsi protagonisti di TEA Spa. Il fatto che sia una Spa significa che l’utile e il possibile dividendo a fine anno non va diviso sulla base dei servizi che ogni Comune ha affidato a TEA, ma il 73% va al Comune di Mantova anche se il servizio svolto a Mantova è solo il 15%. Mi spiego meglio con il servizio di raccolta rifiuti. Mantova Ambiente svolge il servizio rifiuti su 65 Comuni per 400.000 abitanti (dati Gazzetta). Mantova ha 48.000 abitanti cioè il 12%. Gli utili risultanti dalla gestione dei 400.000 tolti quelli che vanno al privato in Mantova Ambiente, per il 73% vanno al Comune di Mantova che però ha solo il 12% del servizio per cui concorre a produrre l’utile per il 12%. Di fatto Mantova acquisisce gli utili prodotti negli altri 64 Comuni che svolgono l’88% del servizio e recuperano solo il 27%. Questo è uno dei maggiori problemi che viene sollevato dai 36 Comuni che si sono riuniti a Curtatone giorni orsono. Diversi dei quali tra l’altro di centro-sinistra. Altre due questioni dirimenti. I Comuni non possono fare l’affidamento diretto a TEA Spa, perché non è in house. Cioè TEA Spa è tutta pubblica, ma non ha il controllo analogo previsto dalla legge e direttive CEE. Perciò i Comuni ripeto non possono affidare a TEA Spa nessun servizio in modo diretto, cioè senza gara. Nemmeno in via transitoria nel senso di affidare a TEA Spa il servizio e poi TEA Spa fare la gara a doppio oggetto per scegliere il socio privato. Vedi esperienza Mantova Ambiente. Perciò più che una volontà dei Comuni Sig. Galli, vi è l’obbligo del rispetto della legge che non consente l’affidamento a TEA Spa. Circa la Grande Mantova lasci perdere nessuno dei Comuni interessati la vuole, serve solo per un po’ di “propaganda fides”, viceversa l’avremmo avuta 30 anni fa quando vi erano migliori e ottimi amministratori nei 5 Comuni che hanno pensato di organizzarsi bene ognuno per conto proprio, perché non si fidavano di Mantova. Che sia ancora così? Non c’è alcun dubbio è ancora così.

Ringrazio e porgo cordiali saluti.

P.S. Se TEA Spa vuole gli affidamenti diretti dei Comuni si assesti “in House”, ciò che sta facendo il Comune di Porto con ASEP Spa.

                                                                                                                 Paolo Refolo

                                                                                               Consigliere Provinciale Italia dei Valori

Agi e privilegi invece di scelte per i cittadini

Ogni giorno ci infarciscono i TG e giornali con termini come ripresa, aumento del PIL, aumento dei posti di lavoro, diminuzione della cassa integrazione…… poi togli lo sguardo dalla TV e dai giornali e vedi picchetti di lavoratori che da mesi lavorano senza prendere lo stipendio, ditte che falliscono, lavoratori che cercano lavoro per non trovarlo, situazioni di indigenza e ti chiedi ma quale paese vedono per dire tutte quelle sciocchezze che dicono su TV e giornali? Cosa si sono fumati? Cosa hanno al posto del cervello? Basterebbe una giusta riforma fiscale (stile USA per intenderci) per liberare risorse facendo emergere il nero, e loro invece inseguono riforme che non danno mezzo euro di risparmi (Del Rio in testa), occorrerebbe dare al paese un piano per il recupero delle aree soggette a dissesto idrogeologico che oltre a sistemare numerose magagne sul territorio darebbe molti posti di lavoro e per molti anni, e invece danno la possibilità di trivellare creando sismicità indotta, ci sarebbe anche il capitolo bonifiche che darebbe ancora molti posti di lavoro e per tanti anni visto come sono combinate tantissime aree industriali ed ex industriali ed invece guardano altrove….. ma se queste idee vengono a me che sono un cittadino normale che fa politica per passione LORO che vivono di politica e che hanno a disposizione tutto il giorno per pensarci non potrebbero realizzarne almeno una invece di tartassare solo e solamente i soliti noti. Il problema è solo uno è che prendono troppi soldi e sono fuori dal mondo normale e troppo agiati per rendersi conto che così non si può andare avanti e tutto quello che non fanno (o quello che fanno) serve solo a riconfermare i loro agi e i loro privilegi!!!!!