REFOLO: NON PRENDO LEZIONI DA ALBERTONI E IMPERATO

Lettera al Direttore pubblicata dalla Voce di Mantova del 06 giugno 2016.

Egregio Sig. Direttore,
l’assessore SEL N. Albertoni e il consigliere comunale SEL di Porto Mantovano Imperato credo abbiano buon tempo per aver scritto assurdità, falsità e denigrazioni nei miei confronti come da loro fatto nella lettera di Giovedì 2 giugno sulla Voce. Veniamo alle assurdità: mi accusano di essere “anomalo” perché non mi sono sottoposto ad un loro interrogatorio circa la mia adesione a Sinistra Italiana. Poveretti. Non sanno che per iscriversi basta farlo on line direttamente. Eppure l’assessore Albertoni è praticissima di tecnologie informatiche visto che è eccessivamente su facebook. Quest’ultima ha molto gradito la mia adesione a Sinistra Italiana addirittura con sue dichiarazioni scritte via mail ai primi di Maggio 2016. Credo abbia cambiato parere dopo la mia critica al Sindaco di Porto riguardo le nomine in ASEP che hanno escluso non solo ottimi candidati con esperienza di Sinistra Italiana di Porto, ma altre persone esperte e capaci. Le falsità: una per tutte. L’Albertoni sostiene che non ho avuto rapporti con i dirigenti del comitato promotore di Si a Porto. Falso da due mesi ho rapporti continui con Banzi segretario provinciale e la coordinatrice Cristina Marocchi, che mi ha più volte sollecitato ad entrare in Sinistra Italiana, convincendomi. L’assessore Albertoni sta cercando di squalificarmi ed emarginarmi perché ho criticato il Sindaco di Porto e teme molto per la sua poltrona di assessore. Infatti l’anomalo non sono io, bensì l’Albertoni, diventata assessore perché la consigliera Alessia Vernizzi di SEL non si sentiva di farlo, anche se quest’ultima è di Porto, l’Albertoni di Mantova. Ha condiviso la cessione del servizio idrico di ASEP a TEA, mentre la consigliera Vernizzi era contro e non andò in Consiglio Comunale. Così pure per la riorganizzazione, si fa per dire, di ASEP nel marzo del 2015. Furono solo tagli del compensi ad ASEP. Il dato di fatto è che la Vernizzi se ne è andata dimettendosi, perché non concorde con l’operato della Giunta attuale di Porto. L’Albertoni no. Ad oggi il gruppo, che poi è un solo consigliere, cioè Imperato, non è ancora gruppo Sinistra Italiana nonostante più volte sollecitato e mi si dice che il compagno Imperato non sia iscritto né a SEL né a Sinistra Italiana. Così pure altri autorevoli dirigenti di SEL provinciali. L’anomalia è anche il silenzio dell’Albertoni di un anno fa quando di fatto il Sindaco di Porto non accettò i rifugiati, dicendo che non aveva strutture il che non era e non è vero. L’Albertoni tacque di fatto concordando con il Sindaco. La sedia assessorile è per lei determinante. Vi sono altre motivazioni e grandi mancanze di questa Amministrazione che metterò in rilievo sia nelle riunioni di partito a Porto se invitato che  pubblicamente. Una cosa è certa, l’incollatura dell’Assessore Albertoni all’operato di questa Giunta Comunale PD di cui ella fa parte, è impressionante visto l’enorme contrasto tra il suo definirsi di Sinistra Italiana e le scelte e l’azione amministrativa svolta qui a  Porto da lei e dalla Giunta. E’ un’anomalia questa che credo vada rimossa. A Porto Sinistra Italiana  ha persone validissime da mettere in Giunta senza ricorrere a Mantova. Questa è la ragione vera dell’accanimento nei miei confronti della Albertoni. Le chiedo, così come a Imperato, di comunicare con lettera alla Voce, il numero di tessera di iscrizione a Sinistra Italiana. Se sono iscritti e da quando. La mia è la n. 20957.  Lezioni da questi due Signori di SEL o SEL-SI che operano non rispettando gli impegni presi con gli elettori di SEL alle comunali del Giugno 2014 io non ne prendo. Sarò molto più chiaro prossimamente come richiesto dall’assessore Albertoni. Lo garantisco.
Ringrazio e porgo cordiali saluti.
Paolo Refolo
Ex Consigliere Provinciale Sinistra Italiana

lettera voce 6 giugno2016

Lettera al Direttore Gazzetta di Mantova 03/06/2016

Egregio Sig. Direttore,
il sottoscritto si è iscritto da qualche tempo a Sinistra Italiana e sembra che l’assessore comunale SEL a Porto Nadia Albertoni dopo aver plaudito a questa mia scelta, ora inverte la posizione e si scatena in modo pietoso contro il sottoscritto. Cosa ha fatto scatenare la sua retromarcia? Semplice ho criticato le scelte del Sindaco di Porto per aver nominato 3 membri del consiglio di ASEP tutti di area PD senza tener conto che in Giunta Comunale e in maggioranza a Porto vi è SEL-SI. Come pure non le è piaciuto che abbia candidato M. Gaddi alla presidenza di TEA spa. Probabilmente ripresa dal Sindaco di Porto la Albertoni “ben incollata” alla poltrona di assessore a Porto ora cerca di squalificare il sottoscritto scrivendo assurdità di cui è specialista. La prima: mi sarei autonominato capogruppo di S. Italiana in Provincia. Quale unico iscritto a Sinistra Italiana tra i consiglieri provinciali è evidente che ho rappresentato S.I., così come Tiana è o meglio era (visto che siamo decaduti entrambi) capogruppo di SEL-SI. Seconda assurdità la assessora scrive che non ho mai avuto contatti con il comitato comunale del SI di Porto. Falso perché da mesi sono stato contattato e più volte invitato ad entrare in Sinistra Italiana anche dalla coordinatrice del Comitato di Porto di S.I. Cristina Marocchi. La sostanza è che la signora Albertoni assessore di SEL avrebbe voluto che io concordassi con Lei e altri di SEL il mio approdo in SI. Come dire dovevo esserle simpatico o obbedire ai dirigenti di SEL. Assurdo e non previsto che uno debba fare l’esame d’ingresso a S.I. tramite dirigenti di SEL. E’ solo nell’arroganza dell’Albertoni la pretesa di mettere il suo timbro in fronte agli iscritti di Sinistra Italiana. Alla fine l’Albertoni e socio imbarazzati per aver scritto assurdità e sciocchezze nei miei confronti mi invitano alle riunioni per confrontarsi con loro (Albertoni e Imperato), “portando istanze di intervento fattivo per il Comune di Porto”. Il sottoscritto non mancherà sicuramente di portare proposte e critiche se necessarie non solo alle riunioni del SI se e quando sarò invitato anche per non fare la figuraccia che SEL ha fatto in Provincia ove è uscita dalla Giunta Provinciale solo a tre mesi dalla conclusione del mandato, quando vi erano i motivi per uscire dopo un anno e cioè nel 2012. Quest’ultima valutazione non è mia, ma la condivido ed è quella esposta dal ex Segretario provinciale di SEL C. Morselli sulla Gazzetta 30 giorni orsono.
Ringrazio e porgo cordiali saluti.

P.S.
Io sono iscritto da tempo a S.I. con tessera n. 20957. Scrivano l’Albertoni e Imperato il loro numero di iscrizione a Sinistra Italiana se ne sono iscritti e da quando.

Paolo Refolo
Ex Consigliere Provinciale Sinistra Italiana

TEA SPA PERCHE’ I COMUNI SE NE VANNO

Lettera al Direttore pubblicata sulla Gazzetta di Mantova del 14 Novembre 2015

Egregio Sig. Direttore,

ho letto la lettera abbondante, ma molto confusa del Sig. P. Paolo Galli pubblicata giovedì 12 ottobre sulla Gazzetta riguardante TEA e la Grande Mantova. Non so chi sia il Sig. P. Galli, ma sicuramente è poco informato e perciò riporta varie assurdità. Di certo è un grandissimo sostenitore di TEA al punto che ho pensato ne fosse un dirigente. Alcune precisazioni. TEA Spa non è il nostro consorzio di Comuni come scritto dal Sig. Galli, ma una società per azioni ove chi comanda è chi possiede il 50,1% delle azioni e in TEA il Comune di Mantova ne ha il 73%, quindi supercomanda. Perciò molti Comuni non sentono TEA come la propria azienda, perché la loro influenza è nulla, compresi Comuni come Suzzara con il 10%, Curtatone, Virgilio con il 4%, che sono i primi 3 dopo Mantova ad avere percentuali maggiori tra i 31 soci di TEA. Figuriamoci quelli che hanno lo 0,2-0,3-0,5 come possono sentirsi protagonisti di TEA Spa. Il fatto che sia una Spa significa che l’utile e il possibile dividendo a fine anno non va diviso sulla base dei servizi che ogni Comune ha affidato a TEA, ma il 73% va al Comune di Mantova anche se il servizio svolto a Mantova è solo il 15%. Mi spiego meglio con il servizio di raccolta rifiuti. Mantova Ambiente svolge il servizio rifiuti su 65 Comuni per 400.000 abitanti (dati Gazzetta). Mantova ha 48.000 abitanti cioè il 12%. Gli utili risultanti dalla gestione dei 400.000 tolti quelli che vanno al privato in Mantova Ambiente, per il 73% vanno al Comune di Mantova che però ha solo il 12% del servizio per cui concorre a produrre l’utile per il 12%. Di fatto Mantova acquisisce gli utili prodotti negli altri 64 Comuni che svolgono l’88% del servizio e recuperano solo il 27%. Questo è uno dei maggiori problemi che viene sollevato dai 36 Comuni che si sono riuniti a Curtatone giorni orsono. Diversi dei quali tra l’altro di centro-sinistra. Altre due questioni dirimenti. I Comuni non possono fare l’affidamento diretto a TEA Spa, perché non è in house. Cioè TEA Spa è tutta pubblica, ma non ha il controllo analogo previsto dalla legge e direttive CEE. Perciò i Comuni ripeto non possono affidare a TEA Spa nessun servizio in modo diretto, cioè senza gara. Nemmeno in via transitoria nel senso di affidare a TEA Spa il servizio e poi TEA Spa fare la gara a doppio oggetto per scegliere il socio privato. Vedi esperienza Mantova Ambiente. Perciò più che una volontà dei Comuni Sig. Galli, vi è l’obbligo del rispetto della legge che non consente l’affidamento a TEA Spa. Circa la Grande Mantova lasci perdere nessuno dei Comuni interessati la vuole, serve solo per un po’ di “propaganda fides”, viceversa l’avremmo avuta 30 anni fa quando vi erano migliori e ottimi amministratori nei 5 Comuni che hanno pensato di organizzarsi bene ognuno per conto proprio, perché non si fidavano di Mantova. Che sia ancora così? Non c’è alcun dubbio è ancora così.

Ringrazio e porgo cordiali saluti.

P.S. Se TEA Spa vuole gli affidamenti diretti dei Comuni si assesti “in House”, ciò che sta facendo il Comune di Porto con ASEP Spa.

                                                                                                                 Paolo Refolo

                                                                                               Consigliere Provinciale Italia dei Valori

Porto Mantovano GLI INTRECCI NOTI TRA SPORT E POLITICA

Lettera al Direttore pubblicata sulla Gazzetta di Mantova il 10 ottobre 2015

Egregio Sig. Direttore,
il presidente del Basket Bancole F. Volpi conclude la sua lettera pubblicata l’8/10/2015 con una parola stupenda “chiaro” con un bel punto interrogativo. Il sottoscritto non vuole e non ha criticato l’attività e il ruolo del Basket Bancole, bensì la posizione presa sulla vicenda extracomunitari al Pronto soccorso, a fronte del consigliere delegato allo sport A. Licon che ha criticato il consigliere Salvaterra solo perché sta facendo al meglio il suo incarico. Ho chiesto a Licon se la posizione del Basket sarebbe stata pure essa criticata visto che sembrava un assist politico a Lega Nord. Prendo atto che il Sig. Volpi dichiara che la sua società non è né di destra, né di sinistra e su questo tutti convergono, forse possono essere i suoi dirigenti ad avere posizioni politiche? Lo scrive lei Signor Volpi. Noi aiutiamo chi ci ha aiutati… o ho capito male? Ma vediamo se avete sempre agito con estrema distanza dalla politica. Chiusura della campagna elettorale del candidato PD attuale Sindaco Massimo Salvarani giugno 2014 Drasso Park. Presenza di un’ampia rappresentanza di super qualificati dirigenti del Basket Bancole e vi ero pure io. Ripeto in campagna elettorale. Nel 2009 nella lista Porto Insieme era candidato addirittura il Vice Presidente del Basket Bancole Sig. E. Buoli e non come indipendente bensì a rappresentare il Partito Socialista. Più politica di così. Non mi risulta che lo abbiate sconfessato o dimesso perché si è dimesso lui da Vice Presidente dopo mesi dalla sua elezione in consiglio comunale. Mi si dice che sempre alle comunali del 2009 alla cena per la vittoria di Maurizio Salvarani sede PD di Soave, fossero presenti diversi dirigenti del Basket Bancole ripresi da un video postato su you-tube o sono solo fantasie Sig. Volpi? Se lo sono mi scuso. Il Signor Volpi esalta molto la sua società ed è giusto ha molti meriti, ma senza l’enorme e persino eccessivo appoggio dell’Amministrazione Comunale dal 1980 al 2009 voi sareste ancora a giocare nel campetto parrocchiale di Bancole. Scrivo eccessivo sapendo che non piacerà all’ex Sindaco R. Pezzali che dal 1980 al 2009 prima come Sindaco sino al 2004 e poi come Direttore di ASEP vi ha aiutati moltissimo. Risottolineo oltremisura, non dando spazio però  ad altre discipline quali pallamano femminile, pallavolo femminile, etc… Lei scrive che voi aiutate chi vi ha aiutato, ma nel 2009  non avete ostacolato la scesa in campo cioè nel confronto elettorale del vostro Vice Presidente E. Buoli contro l’ex Sindaco M. Ghizzi che vi ha aveva molto aiutato. Almeno non risulta pubblicamente che abbiate contrastato il Buoli E. per tale scelta. Niente di male. Anzi. Altri presidenti di società sono scesi in campo nel 2009 a sostenere Mauro Ghizzi, Carmen Trazzi NGS Porto, L. Tornieri Calcio 2005, E.Cortesi Polisportiva Soave, tra l’altro come indipendenti. L’importante è ammettere che si è scesi in campo, anziché negarlo come ha fatto lei nella sua lettera. Chiaro?
Ringrazio e porgo cordiali saluti.
Paolo Refolo
Consigliere Provinciale IDV Porto

P.S. La attuale presenza in Consiglio Comunale della consigliera E. Cortesi presidente della Polisportiva di Soave è chiara e trasparente, e dimostra come lo sport sia anche in politica, come spesso è stato a Porto, ripeto a mio parere ciò è stato molto positivo. Però basta ammetterlo e non negarlo

.lettera 10ottobre2015

La pista ciclabile può attendere

Lettera al Direttore pubblicata sulla Gazzetta di Mantova il 24 Luglio 2015 (inviata il 16 Luglio)

Egregio Sig. Direttore,
mentre il Vice Sindaco di Porto P.C. Ghizzi da molti mesi continua ad annunciare la prossima apertura della ciclabile S. Antonio-Mantova. Il Comune di Mantova, credo grazie anche alla accellerazione della nuova amministrazione Palazzi, sta aprendo il suo tratto dal diversivo a Cittadella. Il tratto del Comune di Mantova è molto meno costoso e non farà i danni già in essere della nostra ciclabile Municipio di Porto-Diversivo. Ne elenco solo alcuni per brevità. Con la soluzione adottata dalla Giunta Salvarani Maurizio PD-Vivere Porto dall’enorme costo si dice di 320.000 euro, si è speso ben 290.000 euro in più rispetto alla soluzione della Giunta Pezzali del 2004, che costava 30.000 euro e scorreva sulla statale davanti al Municipio. Non si avrebbe avuto il blocco in uscita dal quartiere dietro al Municipio, visto che si è dovuto fare un senso unico in corso d’opera perché il progetto non lo aveva previsto, così che 2.500 cittadini del quartiere usciranno su via Kennedy davanti alla scuola ove vi è un semaforo sulla ex statale in una zona già molto pericolosa. Lo spreco è toccabile con mano, infatti sopra i blocchi in cemento di divisione vi sono inutili e costosi archetti metallici, soprattutto dietro il Municipio e in Via Don Sturzo. Come pure sul ponte del diversivo sulla destra andando verso Mantova vi sono archetti alti e molto fitti (altezza 1,60 cm) inutili perché vi era già una super protezione alta 60 cm da anni. Altro spreco. Vi è poi l’eliminazione dei parcheggi dietro il Municipio e Via Don Sturzo. Da 13 a 4 nel primo caso, da 28 a 8 nella seconda via, cioè ridotti di 29 posti auto passando da 41 a 12, senza neanche un posto auto per i disabili. Tra l’altro si dice che nel piazzale dietro il Municipio parcheggino ogni mattina molti dipendenti comunali per le 5 ore nonostante il disco orario di un’ora. E’ Vero? La comandante Dott.ssa Dal Bosco ha ordinato i controlli frequenti anche perché i cittadini si lamentano dovendo loro fare 300 mt piedi parcheggiando in Via Einaudi o davanti alla palestra Einaudi. Conclusione gli inutili evidenti sprechi li segnalerò presto alla Procura della Corte dei conti. Progettata male, controllata peggio dagli amministratori che non si erano accorti che per non finire nel canale del Diversivo occorreva fare un tratto a sbalzo. L’ingegnere Vice-Sindaco Ghizzi, vari laureati e geometri in Giunta non l’hanno visto. Come pure non hanno visto che Via Don Sturzo in uscita sulla provinciale vicino alla pesa non consentiva il marciapiede, più la ciclabile e il doppio senso, dovendo così modificare anche il percorso dell’autobus. In definitiva 300 mt di ciclabile costeranno come tutta la ciclabile S. Antonio-Bancole Nord lunga 3 Km, più S. Antonio-Montata Carra 1,5 km. Ma la capogruppo PD Ciribanti ha scritto che è una grande opera. Andrebbe tolto il grande e messo supercostosa. A proposito mi dicono persone ben informate che i ciclisti continuano ancora come prima a passare a fianco della statale cioè il percorso più naturale e breve che con 30.000 euro si poteva realizzare in sicurezza.
Ringrazio e porgo cordiali saluti.

Paolo Refolo
Capogruppo Provinciale IDV Porto

Tutti i conti sbagliati del PD

Lettera al Direttore pubblicata sulla Gazzetta di Mantova il 10/07/2015

PORTO MANTOVANO

Tutti i conti sbagliati del PD

 

Egregio Sig. Direttore,

sono esterefatto dalla lettera della Signora V. Ciribanti capogruppo e segretario del PD di Porto. La signora si esprime come se vi fossero le elezioni comunali fra un mese, presentando così una serie di risultati in positivo della gestione  del Comune di Porto quando in realtà sono negativi e lo dimostro. Comincio dal citato dalla Ciribanti “grande storico risultato del PD alle elezioni comunali del 2014”. Riporto dati del Ministero e ufficio elettorale del Comune di Porto. Le comunali 2014  si sono tenute lo stesso giorno delle elezioni europee. PD alle europee 50,48%, 4.482 voti, alle comunali, ripeto lo stesso giorno, PD 2.762 voti il 32%, quasi il 40% in meno. Cioè 4 elettori PD su 10  non hanno votato il PD alle comunali. E’ stato di certo un grande risultato storico in negativo. Mai avvenuto un simile tracollo a Porto. Storici erano i risultati con Sindaco Pezzali 62% PCI, 66% PDS, 73% DS. Dice anche che la sua è stata la “lista del fare”, è vero anche questo, ma del fare molte promesse, e oggi dopo 13 mesi nessuna mantenuta. Cessione gas ed acqua di ASEP a TEA una perdita per ASEP di due servizi fortemente in utile e di 1,5 milioni di minor valorizzazione e tutto perché lei e i suoi compagni hanno teorizzato che ASEP mista non poteva gestire l’acqua. Assurdità senza limiti, tanto che è stata data a TEA Acque  società mista con soci CPL e altro socio mantovano per il 40%. Continua con la piscina affidata al privato con risparmio di soldi. In passato le perdite della piscina erano sui 60.000 euro  facilmente coperte da utili della farmacia e altri settori e con i biglietti di ingresso che costavano il 25% in meno. Morale. Con gli attuali prezzi dei biglietti di oggi al pubblico se gestita come 5-6 anni fa sarebbe a pareggio e poteva restare in ASEP. Se il PD negli anni scorsi ha messo in ASEP amministratori non adeguati, il problema non va risolto cedendo ai privati la piscina, ma cambiando gli amministratori. Circa le attività culturali la Ciribanti esalta le future, squalificando le passate quali il progetto donna, anziani e giovani ove pure lei era protagonista tale da essere recuperata come assessore o ha perso la memoria? Un accenno alla ciclabile S. Antonio Mantova, che è un vero esempio di “negativa e sprecona amministrazione”. Anziché spendere 30.000 €  progetto elaborato dalla Giunta Pezzali nel suo ultimo mandato anno 2014, ne stanno spendendo 300.000 € , ma su questo ci tornerò prossimamente.  Falso però scrivere che era nei programmi  da 25 anni, perché dal 2004 al 2015 sono solo 11  dei quali i 6 ultimi con amministrazioni partecipate dalla stessa Ciribanti che era assessore già a fine anni 90 o lo ha scordato? Circa poi la quadratura del bilancio comunale di previsione 2015 scrive che loro sono stati bravi. Certo con 400.000 € recuperati senza motivo da ASEP con la ridefinizione dei compensi per i servizi in modo illegittimo, senza cioè neppure la modifica dei contratti-convenzioni riusciremmo tutti a quadrare il bilancio. Circa la gestione del verde, delle rose, in particolare, invito la Signora Ciribanti a recarsi al Centro Servizi Comunali al Gombetto, in Via Picasso, e altre vie e vedere la morte per soffocamento da erbacce di migliaia di rose rosse. Pensavo che essendo rose rosse il PD le avrebbe salvate, ma ormai con Renzi che pensa di più al centro, forse salveranno quelle bianche del parcheggio Pertini. Ho le decine di foto scattate in questi giorni.

Ringrazio e porgo cordiali saluti.

Paolo Refolo

Capogruppo Provinciale IDV Porto

Troppe persone tra Comune e ASEP

Lettera al Direttore pubblicata Domenica 28 giugno 2015

PORTO MANTOVANO
Troppo personale tra Comune e Asep
Ho letto in questi giorni l’intervista al sindaco di Porto che, purtroppo, ho molto aiutato nelle elezioni comunali 2014, sia personalmente che come partito Italia dei Valori senza chiedere alcun incarico o riconoscimento personale o per l’Idv. Scrivo purtroppo perché sindaco, giunta , Pd e Sel (la maggioranza che governa il nostro comune) stanno in gran parte facendo il contrario di quanto promesso ai cittadini in un programma che abbiamo sostenuto. Come Idv avevamo posto solo alcune richieste programmatiche precise. Ad esempio la riduzione dell’organico dei dipendenti comunali perché non aveva senso che si fosse ridotta l’attività complessiva dell’ente es: urbanistica da 300 licenze a 5/6 nel 2014 e 2013 e avere 3 persone nel settore e due ai lavori pubblici. Tuttavia hanno proceduto ultimamente all’assunzione di un ingegnere, così da 5 perché oggi i due settori sono stati unificati, si passa a 6 con un architetto, un ingegnere due geometri e due impiegate. Per cui, con l’edilizia-urbanistica ferma e lavori pubblici quasi inesistenti, ci sono ben 6 dipendenti di cui 2 laureati e due geometri. Ciò vale anche per l’anagrafe o i tributi ove ci sono esuberi evidenti rispetto alla mole di lavoro, soprattutto all’anagrafe rispetto al passato. Ricordo, perché puntualmente pubblicato sui giornalini comunali a metà anni Duemila, che nel 2004-2005 il Comune di Porto con gli stessi servizi di oggi (aveva 1.000 abitanti di meno) aveva solo 33 dipendenti, in Asep erano 22 e in Csi circa 12. Totale 67 dipendenti con un carico di lavoro in Comune e in Asep doppio rispetto ad oggi con 41 dipendenti in comune e 47 in Asep per un totale di 88 dipendenti. Addirittura l’assessore Boccanera (di fatto vice-sindaco perché si dice essere il super assessore) ha scritto sull’ultimo giornalino comunale che l’organico dei dipendenti comunali è deficitario. Sembra di rileggere Maurizio Salvarani, l’ex sindaco che, non sapendo amministrare bene, pensava poterlo fare assumendo molti altri dipendenti. Sarebbero questi i riformisti renziani di Porto. Se lo sapesse Renzi li rottamerebbe subito. Il problema è che hanno paura della loro ombra e appena il sindacato apre bocca in Comune, subito accolgono le richieste che naturalmente sono di aumento del personale. In pratica è avvenuto che il Pd ha sconfessato nel 2006 le ottime amministrazioni passate e, non sapendo gestire in modo migliore, da un lato ha aumentato il personale e dall’altro ha ridotto i servizi in Asep. D’altronde non sono riusciti a trovare a Porto amministratori idonei per Asep. Il presidente è un conoscitore di problemi del personale ma, mi dicono, non ha mai gestito un’azienda come Asep e viene da Brescia con un costo molto alto. Qui non ne avevamo? Poi c’è una brava imprenditrice agricola che c’entra nei servizi Asep come il sottoscritto a Cape Canaveral e un commercialista di Mantova membro della segreteria del Pd. Qui è tutta la debolezza del Pd di Porto.
Paolo Refolo
Consigliere Provinciale
Porto Mantovano

GRANDE MANTOVA – SI INIZI DAI SERVIZI PER I CITTADINI

– Lettera al Direttore pubblicata sulla Gazzetta di Mantova il 21/06/2015 –

Egregio Sig. Direttore,

Le chiedo spazio nella sua rubrica per esprimere alcune idee sul progetto della Grande Mantova. Credo anch’io che l’obiettivo debba essere quello dell’unico comune, ma con tempi realistici e cioè non prima del 2025. Il percorso naturalmente per giungere al 2025 dovrebbe essere definito entro quest’anno e non può che iniziare dalla stesura di un progetto di fusione così come avviene fra aziende private che vogliono fondersi. Uno degli obiettivi centrali di tale progetto per giungere al risultato prefissato è la realizzazione della Grande Mantova dei servizi alla città, alle persone cioè ai cittadini e alle imprese. Rimanendo per brevità sui primi due penso sia necessario razionalizzare in modo concreto e attuale la pluralità di aziende partecipate dai 5 Comuni per i servizi ai cittadini quali: TEA, ASPEF, ASTER, ASEP, San Giorgio Servizi… Vanno ridefiniti gli scopi e le attività delle stesse. Facendo alcuni esempi. Si potrebbe decidere fra i 5 comuni che TEA svolga 3-4 servizi a rete gas, acqua, ambiente ed energia. Che ASEP si fonda con ASPEF e San Giorgio Servizi dopo i dovuti adeguamenti societari e cioè tutte e 3 società pubbliche al 100% e “in house” e questa nuova società realizzare i servizi alla persona, servizi sociali, culturali, etc.. ASTER la società che agisce naturalmente negli attuali suoi servizi, ma che si estende negli altri Comuni e per nuovi servizi riguardanti la mobilità e la viabilità. Come dire Direttore, che la Grande Mantova va costruita razionalizzando l’esistente per portare a breve vantaggi ai cittadini con servizi più qualificati e meno costosi fra qualche anno. Per realizzare questo obiettivo non è dirimente avere subito un unico Comune, ma un sistema di servizi con 2-3 aziende altamente efficienti che producano ottimi servizi. Vedremo se fra i 5 Comuni vi sarà la volontà per iniziare dai servizi ai cittadini o si tornerà a fare una volta al mese il “famoso” controllo del traffico dalle 21 alle 23,30 sulla SS. Cisa in contemporanea tra i Vigili di Mantova a Cittadella e con quelli di Porto a Bancole. L’hanno enfatizzata come un “grande inizio della Grande Mantova”. Vogliamo scherzare?

Ringrazio e porgo cordiali saluti.

Paolo Refolo

Capogruppo IDV

Consiglio Provinciale di Mantova

PORTO MANTOVANO: Asep si indebolisce e si rafforza Tea


Lettera al Direttore pubblicata sulla Gazzetta di Mantova del 07/01/2015

L’ assessore comunale di Porto Mantovano, Boccanera ha deposto sotto l’ albero una brutta lettera che più che rispondere a Barai, squalifica Asep e anche coloro che in passato l’ hanno creata e diretta con ottimi risultati. Boccanera vada a vedersi i bilanci e i servizi sino a 4-5 anni fa. Vi è stato un altro che ha cercato di squalificarla e indebolirla e cioè l’ ex sindaco Maurizio Salvarani, basta leggere le sue dichiarazioni nel 2009 e 2010. Ad indebolire Asep non è stato solo Vivere Porto, ma anche assessori e consiglieri Pd che sono ancora in giunta e consiglio, anzi qualcuno è stato pure promosso. Ma il Pd nel programma 2014-2019 non ha scritto che avrebbe fatto di tutto per potenziare Asep? La si potenzia cedendo “sotto prezzo” due servizi fondamentali per la vita di Asep? Risulta che la società incaricata per studiare la situazione di Asep non abbia studiato cosa accadrà della società se i due servizi saranno ceduti a Tea. Strano! Eppure era la cosa prioritaria da fare e invece invocando il diktat di Ato che Asep deve assestarsi alle leggi, si vuole “svendere” i due servizi. Si dice che i servizi idrico e gas valgano 5 milioni e non 3 milioni. Siamo proprio certi che Asep non sia in un assetto societario corretto? Vediamo. La contestazione sarebbe che Tea in Asep non è un socio operativo e perciò non in linea con le norme. Falso. Tea in Asep è stata sempre operativa e lo è ancora soprattutto nei due servizi gas e acqua. Per l’ idricoTea gestisce l’ adduzione dell’ acqua, Asep la distribuisce e la depura, tranne che nel Comune di San Giorgio Tea depura l’acqua in accordo con Asep (si informi assessore Boccanera).Tea è stata nel consiglio di Asep con 3 consiglieri su 5 e unsindaco. Più operativo di così si muore! Che chiarisce definitivamente vi è poi la importantissima sentenza del Tar della Lombardia del 12/3/2014 n. 246 che annulla la delibera di un Ato che revoca il servizio idrico ad una società, che come Asep è mista pubblico privata, con il socio scelto con una gara regolare nella quale si stabilivano puntuali requisiti professionali, tesi a garantire la selezione di un partner dotato di un’ adeguata capacità tecnica ed esperienze nel settore (fatturato nei settori, esperienza, clienti serviti), a nulla rilevando, come confermato dalla Corte di Giustizia Europea, che la gara non fosse “a doppio oggetto” poiché al momento dell’ indizione della gara non era previsto. Tale sentenza non è stata nemmeno presa in considerazione dallo studio della società incaricata da Asep ,né dall’ Ato Perchè ? Attualmente la normativa di riferimento è quella comunitaria, cioè della CEE che prevede 3 forme per la gestione dei servizi: affidamento con gara, affidamento a società in house, affidamento a società mista pubblico-privata ove il socio sia stato scelto con gara e Tea fu scelta con regolare bando di gara nel 2005 dal Comune di PortoMantovano. E perciò Tea come sopra ricordato è ampiamente operativa in Asep. D’ altronde Asep è da sempre gestore del servizio idrico e dal 2006 è affidataria del servizio da parte dell’ Ato di Mantova e nel 2006 Tea era già socia di Asep così come lo è ora. Se l’ Ato sostiene che l’ Asep deve essere in house perché gli ha affidato il servizio nel 2006 e ora glielo vuole togliere pur essendo nelle stesse condizioni? Forse sarebbe meglio che Ato valutasse se Tea è assestata correttamente. Infatti le società miste dovrebbero avere come soci pubblici i Comuni e il socio privato scelto con gara come ha Asep Invece Tea acque, la società del gruppo Tea che gestisce il servizio idrico, ha come soci laTea spa e non i Comuni e questo non corrisponde alla norma come scritto nella stessa relazione della società di consulenza incaricata da Asep a pag.9 rigo 17,18,19. Bene perciò hanno fatto i dirigenti del Comune di Porto a non dare proprio parere alla cessione dei servizi idrico e gas allaTea. Perché il danno per la società sarebbe evidente e di conseguenza il danno al Comune di Porto Mantovano e agli altri Comuni soci di Asep. Assurda perciò sia la diffida dell’ Ato che la scelta della maggioranza Pd e Sel di svendere Asep. Sarà mia cura proporre alla Provincia di cui sonoconsigliere la revoca del presidente di Ato per i seguenti motivi: 1 non conoscenza di leggi e sentenze, 2 incompatibilità essendo il sig. Roveda sia presidente dell’ Ato che anche consigliere provinciale, 3 perché è anche dipendente del Comune di Mantova socio di TEA all’ 85% uno dei gestori più importanti tra i 5 gestori del sevizio idrico provinciale. Come pure verificherò eventuali incompatibilità del direttore di Ato poiché il direttore di Ato ha svolto in questi ultimi anni il controllo di sua competenza sulle attività di Asep e del Comune di Porto? Sarò più chiaro nella interpellanza che presenterò in Provincia a giorni. Però una domanda mi è doverosa al direttore di Ato: lei è il progettista della ciclabile mai finita che si sta realizzando a San Antonio, per la quale è stato tolto l’ incarico in novembre 2014 dal Comune di Porto? Concludo chiedendo al sindaco di Porto e all’ assessore Boccanera di promuovere una pubblica assemblea urgentemente perché Asep è del comune per il 66%, ma il Comune è dei cittadini al 100% e perciò il confronto e indispensabile. Il Boccanera nella sua lunga lettera a favore di Tea ha “scordato” di dire che con la gestione dell’ acqua a Tea anche per Porto la tariffa salirà per i cittadini portuensi di un bel altro 10%. A Tea un altro bel regalo dopo quello del gas nel 2010 fatto dall’ indimenticabile Lanfredi, oggi membro del CdA dell’ Ato, era un altro Pd che come quelli di oggi promettono di rafforzare Asep e poi potenziano Tea indebolendo ancora Asep, In sintesi Pd e Vivere Porto fanno a gara per indebolire Asep. Direi per chiuderla con gradualità. Paolo Refolo Consigliere Provinciale IDV Porto Mantovano

Lettera Gazzetta 07012015

Consiglio Comunale Aperto su presidio ospedaliero di Bozzolo

LETTERA AL DIRETTORE PUBBLICATA SULLA GAZZETTA DI MANTOVA DEL 18 DICEMBRE 2014

Egregio Direttore Lunedì 15 dicembre ho partecipato a Bozzolo ad un interessante Consiglio Comunale aperto sul presidio ospedaliero di Bozzolo, un incontro a cui sono stato invitato come consigliere provinciale  e a cui hanno partecipato numerosi colleghi e amministratori siano essi parlamentari, consiglieri regionali e Sindaci del’area.
Concordo con quanto ha denunciato la Dott.ssa Baroni nel suo intervento specialmente quando ha detto che la sanità lombarda nonostante sia una eccellenza in Italia e che da ben 13 anni non sia mai andata in deficit sia comunque chiamata  dalla spending review del Governo Renzi a ridisegnare la spesa di questo importante capitolo di bilancio che nella nostra regione impegna ben 18 miliardi di euro.
Ho espresso nel mio intervento l’auspicio che nella necessaria rimodulazione della spesa si tenga conto dell’importanza di questi presidi e dell’eccellenza dei servizi che erogano creando, non solo sinergie tra le strutture che insistono nello stesso territorio, ma anche con quelle organizzazioni e associazioni di volontari che aiutano  i cittadini a fruirsi di queste strutture ospedaliere e che in gran numero hanno partecipato all’evento di Bozzolo per assicurarsi che queste realtà non siano depotenziate da tagli lineari indiscriminati perché rispondono, nelle loro eccellenze, ad una richiesta sempre crescente proveniente da tutta la provincia. Questa grande presenza di associazioni e organizzazioni di volontariato ha riconfermato sempre più, se ancora ve ne fosse il bisogno, l’importanza che le strutture di Bozzolo, Asola e Casalmaggiore rivestono per i cittadini.
Sono fermamente convinto che il futuro della sanità lombarda debba modificarsi andando in contro alle mutate esigenze della popolazione profondamente cambiate in questi ultimi anni, puntando sempre più a strutture di eccellenza che facciano della complementarietà territoriale, della sinergia strutturale anche sovra territoriale e della sinergia con le associazioni e organizzazioni di volontariato, il loro punto di forza, creando sempre più efficienza e qualità nei servizi che erogano ai cittadini. Risulta quindi evidente che per fare ciò occorre che le strutture esistenti debbano essere sempre più specializzate e potenziate in ambiti specifici in un quadro generale di complementarietà degli ambiti di intervento specialmente nelle strutture territorialmente attigue come quelle appunto di Bozzolo, Asola e Casalmaggiore, realtà che in un ottica  di questo tenore non potranno che essere salvaguardate e ulteriormente specializzate.

Paolo Refolo
Capogruppo IDV
Consiglio Provinciale di Mantova