REFOLO: NON PRENDO LEZIONI DA ALBERTONI E IMPERATO

Lettera al Direttore pubblicata dalla Voce di Mantova del 06 giugno 2016.

Egregio Sig. Direttore,
l’assessore SEL N. Albertoni e il consigliere comunale SEL di Porto Mantovano Imperato credo abbiano buon tempo per aver scritto assurdità, falsità e denigrazioni nei miei confronti come da loro fatto nella lettera di Giovedì 2 giugno sulla Voce. Veniamo alle assurdità: mi accusano di essere “anomalo” perché non mi sono sottoposto ad un loro interrogatorio circa la mia adesione a Sinistra Italiana. Poveretti. Non sanno che per iscriversi basta farlo on line direttamente. Eppure l’assessore Albertoni è praticissima di tecnologie informatiche visto che è eccessivamente su facebook. Quest’ultima ha molto gradito la mia adesione a Sinistra Italiana addirittura con sue dichiarazioni scritte via mail ai primi di Maggio 2016. Credo abbia cambiato parere dopo la mia critica al Sindaco di Porto riguardo le nomine in ASEP che hanno escluso non solo ottimi candidati con esperienza di Sinistra Italiana di Porto, ma altre persone esperte e capaci. Le falsità: una per tutte. L’Albertoni sostiene che non ho avuto rapporti con i dirigenti del comitato promotore di Si a Porto. Falso da due mesi ho rapporti continui con Banzi segretario provinciale e la coordinatrice Cristina Marocchi, che mi ha più volte sollecitato ad entrare in Sinistra Italiana, convincendomi. L’assessore Albertoni sta cercando di squalificarmi ed emarginarmi perché ho criticato il Sindaco di Porto e teme molto per la sua poltrona di assessore. Infatti l’anomalo non sono io, bensì l’Albertoni, diventata assessore perché la consigliera Alessia Vernizzi di SEL non si sentiva di farlo, anche se quest’ultima è di Porto, l’Albertoni di Mantova. Ha condiviso la cessione del servizio idrico di ASEP a TEA, mentre la consigliera Vernizzi era contro e non andò in Consiglio Comunale. Così pure per la riorganizzazione, si fa per dire, di ASEP nel marzo del 2015. Furono solo tagli del compensi ad ASEP. Il dato di fatto è che la Vernizzi se ne è andata dimettendosi, perché non concorde con l’operato della Giunta attuale di Porto. L’Albertoni no. Ad oggi il gruppo, che poi è un solo consigliere, cioè Imperato, non è ancora gruppo Sinistra Italiana nonostante più volte sollecitato e mi si dice che il compagno Imperato non sia iscritto né a SEL né a Sinistra Italiana. Così pure altri autorevoli dirigenti di SEL provinciali. L’anomalia è anche il silenzio dell’Albertoni di un anno fa quando di fatto il Sindaco di Porto non accettò i rifugiati, dicendo che non aveva strutture il che non era e non è vero. L’Albertoni tacque di fatto concordando con il Sindaco. La sedia assessorile è per lei determinante. Vi sono altre motivazioni e grandi mancanze di questa Amministrazione che metterò in rilievo sia nelle riunioni di partito a Porto se invitato che  pubblicamente. Una cosa è certa, l’incollatura dell’Assessore Albertoni all’operato di questa Giunta Comunale PD di cui ella fa parte, è impressionante visto l’enorme contrasto tra il suo definirsi di Sinistra Italiana e le scelte e l’azione amministrativa svolta qui a  Porto da lei e dalla Giunta. E’ un’anomalia questa che credo vada rimossa. A Porto Sinistra Italiana  ha persone validissime da mettere in Giunta senza ricorrere a Mantova. Questa è la ragione vera dell’accanimento nei miei confronti della Albertoni. Le chiedo, così come a Imperato, di comunicare con lettera alla Voce, il numero di tessera di iscrizione a Sinistra Italiana. Se sono iscritti e da quando. La mia è la n. 20957.  Lezioni da questi due Signori di SEL o SEL-SI che operano non rispettando gli impegni presi con gli elettori di SEL alle comunali del Giugno 2014 io non ne prendo. Sarò molto più chiaro prossimamente come richiesto dall’assessore Albertoni. Lo garantisco.
Ringrazio e porgo cordiali saluti.
Paolo Refolo
Ex Consigliere Provinciale Sinistra Italiana

lettera voce 6 giugno2016

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Lettera al Direttore Gazzetta di Mantova 03/06/2016

Egregio Sig. Direttore,
il sottoscritto si è iscritto da qualche tempo a Sinistra Italiana e sembra che l’assessore comunale SEL a Porto Nadia Albertoni dopo aver plaudito a questa mia scelta, ora inverte la posizione e si scatena in modo pietoso contro il sottoscritto. Cosa ha fatto scatenare la sua retromarcia? Semplice ho criticato le scelte del Sindaco di Porto per aver nominato 3 membri del consiglio di ASEP tutti di area PD senza tener conto che in Giunta Comunale e in maggioranza a Porto vi è SEL-SI. Come pure non le è piaciuto che abbia candidato M. Gaddi alla presidenza di TEA spa. Probabilmente ripresa dal Sindaco di Porto la Albertoni “ben incollata” alla poltrona di assessore a Porto ora cerca di squalificare il sottoscritto scrivendo assurdità di cui è specialista. La prima: mi sarei autonominato capogruppo di S. Italiana in Provincia. Quale unico iscritto a Sinistra Italiana tra i consiglieri provinciali è evidente che ho rappresentato S.I., così come Tiana è o meglio era (visto che siamo decaduti entrambi) capogruppo di SEL-SI. Seconda assurdità la assessora scrive che non ho mai avuto contatti con il comitato comunale del SI di Porto. Falso perché da mesi sono stato contattato e più volte invitato ad entrare in Sinistra Italiana anche dalla coordinatrice del Comitato di Porto di S.I. Cristina Marocchi. La sostanza è che la signora Albertoni assessore di SEL avrebbe voluto che io concordassi con Lei e altri di SEL il mio approdo in SI. Come dire dovevo esserle simpatico o obbedire ai dirigenti di SEL. Assurdo e non previsto che uno debba fare l’esame d’ingresso a S.I. tramite dirigenti di SEL. E’ solo nell’arroganza dell’Albertoni la pretesa di mettere il suo timbro in fronte agli iscritti di Sinistra Italiana. Alla fine l’Albertoni e socio imbarazzati per aver scritto assurdità e sciocchezze nei miei confronti mi invitano alle riunioni per confrontarsi con loro (Albertoni e Imperato), “portando istanze di intervento fattivo per il Comune di Porto”. Il sottoscritto non mancherà sicuramente di portare proposte e critiche se necessarie non solo alle riunioni del SI se e quando sarò invitato anche per non fare la figuraccia che SEL ha fatto in Provincia ove è uscita dalla Giunta Provinciale solo a tre mesi dalla conclusione del mandato, quando vi erano i motivi per uscire dopo un anno e cioè nel 2012. Quest’ultima valutazione non è mia, ma la condivido ed è quella esposta dal ex Segretario provinciale di SEL C. Morselli sulla Gazzetta 30 giorni orsono.
Ringrazio e porgo cordiali saluti.

P.S.
Io sono iscritto da tempo a S.I. con tessera n. 20957. Scrivano l’Albertoni e Imperato il loro numero di iscrizione a Sinistra Italiana se ne sono iscritti e da quando.

Paolo Refolo
Ex Consigliere Provinciale Sinistra Italiana

GRANDE MANTOVA – SI INIZI DAI SERVIZI PER I CITTADINI

– Lettera al Direttore pubblicata sulla Gazzetta di Mantova il 21/06/2015 –

Egregio Sig. Direttore,

Le chiedo spazio nella sua rubrica per esprimere alcune idee sul progetto della Grande Mantova. Credo anch’io che l’obiettivo debba essere quello dell’unico comune, ma con tempi realistici e cioè non prima del 2025. Il percorso naturalmente per giungere al 2025 dovrebbe essere definito entro quest’anno e non può che iniziare dalla stesura di un progetto di fusione così come avviene fra aziende private che vogliono fondersi. Uno degli obiettivi centrali di tale progetto per giungere al risultato prefissato è la realizzazione della Grande Mantova dei servizi alla città, alle persone cioè ai cittadini e alle imprese. Rimanendo per brevità sui primi due penso sia necessario razionalizzare in modo concreto e attuale la pluralità di aziende partecipate dai 5 Comuni per i servizi ai cittadini quali: TEA, ASPEF, ASTER, ASEP, San Giorgio Servizi… Vanno ridefiniti gli scopi e le attività delle stesse. Facendo alcuni esempi. Si potrebbe decidere fra i 5 comuni che TEA svolga 3-4 servizi a rete gas, acqua, ambiente ed energia. Che ASEP si fonda con ASPEF e San Giorgio Servizi dopo i dovuti adeguamenti societari e cioè tutte e 3 società pubbliche al 100% e “in house” e questa nuova società realizzare i servizi alla persona, servizi sociali, culturali, etc.. ASTER la società che agisce naturalmente negli attuali suoi servizi, ma che si estende negli altri Comuni e per nuovi servizi riguardanti la mobilità e la viabilità. Come dire Direttore, che la Grande Mantova va costruita razionalizzando l’esistente per portare a breve vantaggi ai cittadini con servizi più qualificati e meno costosi fra qualche anno. Per realizzare questo obiettivo non è dirimente avere subito un unico Comune, ma un sistema di servizi con 2-3 aziende altamente efficienti che producano ottimi servizi. Vedremo se fra i 5 Comuni vi sarà la volontà per iniziare dai servizi ai cittadini o si tornerà a fare una volta al mese il “famoso” controllo del traffico dalle 21 alle 23,30 sulla SS. Cisa in contemporanea tra i Vigili di Mantova a Cittadella e con quelli di Porto a Bancole. L’hanno enfatizzata come un “grande inizio della Grande Mantova”. Vogliamo scherzare?

Ringrazio e porgo cordiali saluti.

Paolo Refolo

Capogruppo IDV

Consiglio Provinciale di Mantova

ASEP: Paolo Refolo (IDV) chiede lumi

Articolo pubblicato dalla Voce di Mantova del 08/01/2015

Porto, la cessione dei servizi di gas e acqua al centro dell’attenzione del consigliere provinciale

PORTO MANTOVANO – Dito puntato da parte del consigliere provinciale dell’Idv, Paolo Refolo , nei riguardi della vicenda che ha come protagonista l’Asep di Porto Mantovano relativamente alla cessione dei
servizi gas e acqua. Per non lasciare nulla d’intentato, in merito al desiderio di aver maggior chiarezza sui risvolti del tema in questione, l’esponente dell’Italia dei Valori, ha presentato a Palazzo di Bagno due interpellanze con le quali chiede l’intervento della Provincia in quanto non vi sono gli elementi per procedere con la cessione dei serivizi. «Asep – precisa Refolo – è una società partecipata anche dalla Provincia da molti anni per questo ritengo che debba intervenire sulla vicenda.
Da una lettura della delibera della giunta comunale di Porto dello scorso 11 dicembre si evince l’indirizzo dato al consiglio comunale di Porto di vendere a Tea i due rami d’azienda relativi alla gestione del servizio
idrico e di quello della distribuzione del gas, accogliendo un compenso stabilito da una società di Bologna la quale con criteri molto opinabili avrebbe valutato il servizio idrico 3 milioni di euro contro un valore
reale deducibile da un semplicissimo calcolo dei margini per anno moltiplicato per 12 anni a cui aggiungere le immobilizzazioni, Tfr, e magazzino che sarebbe invece di 5 milioni di euro. Ma il problema, oltre alla
sottovalutazione del servizio e perciò un chiaro danno ai soci e quindi alla Provincia, riguarda
il percorso e le modalità di come e perché verrebbero ceduti i due servizi sopracitati a Tea».
«Il perché deriverebbe dal fatto – prosegue l’esponente dell’Idv – che Asep secondo Aato non
sarebbe a norma sul piano societario, né come società in
house, né come società pubblico-privata.
Da ciò l’avv i o , dietro diffida del 4 dicembre 2014, dell’Aato di rientrare nella normativa pena la revoca del
servizio. Una diffida chiaramente assurda per svariati motivi. Inoltre molte altre sono gli
elementi a disposizione che mi hanno indotto a predisporre le interpellanze».
In definitiva Refolo chiede al presidente della Provincia con i
due documenti inoltrati al protocollo una serie di chiarimenti e in più come mai l’ente di Palazzo di Bagno, che controlla Aato e che è pure socia di Asep non abbia preso pubblica posizione
e difesa dell’assetto regolare di Asep. Altro aspetto che il consigliere provinciale dell’Idv chiede venga chiarito è se il presidente, la giunta provinciale, il segretario generale e i dirigenti della Provincia deputati
al controllo sulle società partecipate abbiano valutato il danno erariale che ne deriverebbe all’Ente sia per la cessione dei due servizi e sia per la sottovalutazione del valore del servizio idrico.
«Chiedo inoltre – fa notare Refolo – se la Provincia abbia valutato il non corretto operato di Aato che ha pure affidato il servizio idrico ad Asep e ora lo vuole revocare pur permanendo le identiche condizioni di assetto societario del 2006, nonostante nel frattempo vi sia stato un potenziamento del ruolo operativo di Tea in Asep».

Articolo ASEP Voce di Mantova 08_01_2015

Cessioni in ASEP tutti i dubbi dell’IDV

Articolo pubblicato dalla Gazzetta di Mantova del 08/01/2015

Una sottovalutazione del servizio e una modalità poco chiara della cessione di acqua e gas. L’esponente Idv Paolo Refolo, ha inoltrato alla Provincia due corpose interpellanze riguardo la situazione di Asep, la partecipata di Porto Mantovano, riservandosi di presentare ulteriori motivi contrari alla cessione dei due settori, oltre che ricorre al Tar, alla Corte dei Conti e alla Procura. «Il problema – scrive – oltre alla sottovalutazione del servizio e perciò un chiaro danno ai soci e alla Provincia, riguarda il percorso di come e perché verrebbero ceduti i due servizi a Tea spa. Il perché consisterebbe nel fatto che Asep secondo Ato non sarebbe a norma sul piano, da ciò l’urgenza dietro diffida del 4 dicembre. Una diffida chiaramente assurda».
Secondo Refolo, la cessione non è corretta. «Tea fornisce l’acqua ad Asep da sempre con accordi e contratti scritti, gestisce il depuratore di San Giorgio con Asep, è stata per anni in consiglio di amministrazione.
Tutte le condizioni esposte sono ritenute da tutti gli esperti condizioni operative.
Perciò il socio Tea in Asep è operativo a tutti gli effetti e non vi sono le motivazioni per
una revoca del servizio».
«Motivazioni invece presenti per tale revoca nell’affidamento
a Tea – prosegue – in quanto quest’ultima non aveva
il servizio in house nell’atto dell’affidamento del servizio
nel 2007, perché i soci di Tea Acque non erano i Comuni».
Da tali premesse le richieste di sapere, tra i quesiti, come mai la Provincia non abbia preso pubblica posizione e difesa dell’assetto regolare di Asep, se presidente, giunta e dirigenti abbiano valutato il danno
erariale, se non si ritiene incompatibile Roveda, presidente
di Ato e consigliere provinciale.
Alla fine dell’interpellanza, Refolo parla di operazione politica «a grande vantaggio solamente di Tea».

Articolo ASEP 08_01_2015

La mia rinuncia a entrare in Consiglio Comunale a Mantova

Come molti di voi avranno letto sulla Gazzetta di Mantova di oggi, viste le dimissioni della consigliera Ligabue e la rinuncia di Walter Mazzacani il sottoscritto sarebbe il primo dei non eletti a dover entrare come consigliere comunale a Mantova per la lista IDV-Alleanza per Mantova.
Mi preme sottolineare che ancora non ho ricevuto nessuna comunicazione ufficiale, ma già da prima di sapere se chi prima di me intendesse rinunciare o meno alla surroga ho comunicato al nostro commissario provinciale che, avendo un impegno con gli elettori di Porto Mantovano (mio collegio di elezione) e un mandato in corso come consigliere provinciale, ritenevo opportuno lasciare spazio ad altri per ricoprire tale ruolo e quindi della mia rinuncia. Credo che sia un atto doveroso nei confronti di chi ha voluto col proprio voto la mia presenza in Provincia, cittadini con cui ho preso un impegno che intendo portare avanti fino in fondo con la serietà e l’impegno dovuto, inoltre ritengo più che opportuno che qualcun altro ricopra il ruolo di consigliere comunale a Mantova, anche se per poco, con il giusto tempo per impegnarsi per il bene della città.