Un Assessore antidemocratico

L’Assessore del Comune di Porto Albertoni di SEL-SI oltre ad essere una non brava amministratrice comunale è anche antidemocratica. Ella nella sua super risentita risposta alla mia lettera sulla Gazzetta di Mantova, dimostra di non accettare alcuna critica che le avrei fatto se fosse venuta alla riunione di SEL-SI alcuni giorni orsono. La Signora è in continua contraddizione, prima mi invita alle riunioni di partito per dialogare e poter valutare, poi non viene e pretende però che nessuno si esprima sulla sue scelte sbagliate. La signora non spiega perché con 4.700.000 € di avanzo finanziario cioè risorse economiche, non ha trovato circa 8.000 € per pagare totalmente l’assistenza alla mensa. Perché tutta questa vicenda costerà solo 8.000 € e al Comune che interviene con € 15 a bambino solo 2.000 in un anno. Questo sarebbe il grande sforzo del Comune di Porto e cioè 2.000 € in un anno? Vergognoso.

Una cifra miserevole a fronte di avanzi milionari del nostro Comune. A Mantova SEL è in Giunta Comunale come a Porto e i genitori non pagano né i 60 € né i 45 € per l’assistenza alla mensa.

Punto. A Porto vi è un avanzo solo sulle spese di gestione di 980.000 € nel 2015 però non vi sono 8.000 €. Mandi tutto ai dirigenti nazionali la Signora Assessore e seguirò il suo esempio, mandando tutte le cattive scelte amministrative di questi due anni come SEL in Giunta Comunale. Circa la minaccia di denuncia o querela faccia pure assessore. Il sottoscritto ha il diritto di criticare scelte sbagliate. La strategia della denuncia e di intimorire adottata da ex assessori e di qualche suo attuale collega ultimamente, ha portato solo ad avere torto per coloro che le hanno inoltrate. Circa il compenso come assessore non si disperi, in passato un assessore percepiva circa 200.000 lire al mese, cioè 110 €. Lei Assessore ne percepisce 700 € al mese e credo che gli assessori passati abbiano lavorato molto più di Lei visto che in quel periodo vi è stata una enorme crescita scolastica a Porto. Perciò hanno lavorato più di oggi. Se non ritiene la poltrona da assessore “comoda”, come da me definita, ha due strade, lasciarla o cambiarla. Con 4.700.000 € di disponibilità il Sindaco gliela può comprare nuova e più comoda. Concludo nel giudicarla non solo inadeguata e incapace come Assessore, ma pure antidemocratica e questo per lei che si è spesso decantata di sinistra è gravissimo.

Paolo Refolo

Ex consigliere Provinciale Sinistra Italiana.lettera gazzetta 26062016albertoni 27062016

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Lettera al Direttore Gazzetta di Mantova 03/06/2016

Egregio Sig. Direttore,
il sottoscritto si è iscritto da qualche tempo a Sinistra Italiana e sembra che l’assessore comunale SEL a Porto Nadia Albertoni dopo aver plaudito a questa mia scelta, ora inverte la posizione e si scatena in modo pietoso contro il sottoscritto. Cosa ha fatto scatenare la sua retromarcia? Semplice ho criticato le scelte del Sindaco di Porto per aver nominato 3 membri del consiglio di ASEP tutti di area PD senza tener conto che in Giunta Comunale e in maggioranza a Porto vi è SEL-SI. Come pure non le è piaciuto che abbia candidato M. Gaddi alla presidenza di TEA spa. Probabilmente ripresa dal Sindaco di Porto la Albertoni “ben incollata” alla poltrona di assessore a Porto ora cerca di squalificare il sottoscritto scrivendo assurdità di cui è specialista. La prima: mi sarei autonominato capogruppo di S. Italiana in Provincia. Quale unico iscritto a Sinistra Italiana tra i consiglieri provinciali è evidente che ho rappresentato S.I., così come Tiana è o meglio era (visto che siamo decaduti entrambi) capogruppo di SEL-SI. Seconda assurdità la assessora scrive che non ho mai avuto contatti con il comitato comunale del SI di Porto. Falso perché da mesi sono stato contattato e più volte invitato ad entrare in Sinistra Italiana anche dalla coordinatrice del Comitato di Porto di S.I. Cristina Marocchi. La sostanza è che la signora Albertoni assessore di SEL avrebbe voluto che io concordassi con Lei e altri di SEL il mio approdo in SI. Come dire dovevo esserle simpatico o obbedire ai dirigenti di SEL. Assurdo e non previsto che uno debba fare l’esame d’ingresso a S.I. tramite dirigenti di SEL. E’ solo nell’arroganza dell’Albertoni la pretesa di mettere il suo timbro in fronte agli iscritti di Sinistra Italiana. Alla fine l’Albertoni e socio imbarazzati per aver scritto assurdità e sciocchezze nei miei confronti mi invitano alle riunioni per confrontarsi con loro (Albertoni e Imperato), “portando istanze di intervento fattivo per il Comune di Porto”. Il sottoscritto non mancherà sicuramente di portare proposte e critiche se necessarie non solo alle riunioni del SI se e quando sarò invitato anche per non fare la figuraccia che SEL ha fatto in Provincia ove è uscita dalla Giunta Provinciale solo a tre mesi dalla conclusione del mandato, quando vi erano i motivi per uscire dopo un anno e cioè nel 2012. Quest’ultima valutazione non è mia, ma la condivido ed è quella esposta dal ex Segretario provinciale di SEL C. Morselli sulla Gazzetta 30 giorni orsono.
Ringrazio e porgo cordiali saluti.

P.S.
Io sono iscritto da tempo a S.I. con tessera n. 20957. Scrivano l’Albertoni e Imperato il loro numero di iscrizione a Sinistra Italiana se ne sono iscritti e da quando.

Paolo Refolo
Ex Consigliere Provinciale Sinistra Italiana

Ho lasciato l’Italia dei Valori per una nuova esperienza in SINISTRA ITALIANA

Torno a scrivere dopo un po di tempo su questa mia pagina personale, tempo trascorso in modo un po particolare ed impetuoso. Qualche tempo fa ho deciso di lasciare l’Italia dei Valori e di aderire al movimento SINISTRA ITALIANA. Molti sono i motivi che mi hanno convinto a lasciare un partito che nel tempo ha modificato la sua collocazione specialmente nei confronti del PD Renziano e impressionato dalle argomentazioni e dai concetti espressi da Cofferati in una serata tenuta nella mia provincia mi sono deciso al grande passo che meditavo già da tempo sentendo già di esprimere o aver già espresso molte idee che forse sapevano già di sinistra prima che mi rendessi conto che il mio posto non era più nell’IDV. Non mi dilungherò molto in questo scritto perchè mi preme accomiatarmi da chi rimane nella vecchia realtà in cui ho militato per ben 9 anni e che ho lasciato per immergermi nel lavoro che con i nuovi compagni di viaggio intraprenderemo per il congresso nazionale e la costituzione di SINISTRA ITALIANA!

 

Ca’ Rossa è la soluzione non buttate altri soldi

Lettera al Direttore pubblicata dalla Gazzetta di Mantova il 24 Gennaio 2016Lettera Gazzetta 24gennaio2016
Egregio Sig. Direttore,
sono veramente allibito dalle dichiarazioni del Sindaco di Porto Mantovano apparse sulla Gazzetta di Lunedì 18 gennaio 2016 in riferimento al centro feste che si vuole fare presso il Drasso Park, anziché al grande parco Cà Rossa. Per memoria vorrei ricordare che nel 2002 il Comune spese ben 300.000 euro per acquistare 20.000 mq di area per realizzare il centro feste a Cà Rossa con l’accordo mi risulta di tutte le associazioni, nessuna esclusa. Così fu riportato anche sull’Informa Porto del Comune. Furono altresì spesi per realizzare il parcheggio per area feste: 200.000 euro per i 250 posti auto, 70.000 per la pista da ballo poi attrezzata anche di canestri per il gioco del basket, 90.000 euro per gli allacciamenti dei sotto servizi  gas, acqua e luce per  la funzionalità del fabbricato cucina che si doveva realizzare; totale 660.000 euro per realizzare le strutture e i servizi dell’area feste. Nel 2007 la Giunta Comunale con Sindaco M. Ghizzi riconfermò la scelta di completare l’area feste al parco Cà Rossa, anche per non mandare in fumo 660.000 euro già spesi  per il centro feste Cà Rossa  in parte realizzata come sopra spiegato. La Giunta Comunale di Maurizio Salvarani nel 2009 sia nel programma elettorale, che in quello amministrativo approvato dopo l’elezione del Sindaco ha riconfermato la scelta per il centro feste alla Cà Rossa. Il suo programma elettorale, Sig. Sindaco, nel maggio 2014 ha riproposto il centro feste a Cà Rossa. Ora lo volete fare al Drasso Park , con un costo di 85.000 euro per cucine e capannone. Con gli stessi soldi si può completare il centro feste al parco Cà Rossa ove ripeto se ne sono già spesi 660.000 euro. Con questa vostra scelta sarete segnalati alla Procura della Corte dei Conti perché sciupereste ben 660.000 euro rendendo inutile il parcheggio a Cà Rossa di 250 auto che non serve se non si fa il centro feste, l’acquisto dell’area perché il parco poteva essere solo di 20.000 mq e non di 40.000  per avere anche il centro feste e i sotto servizi acqua, gas e luce, altro spreco perché non servono se non si fa il centro feste. Altro problema le orchestre al Drasso Park rovinerebbero i timpani almeno a 3.000 persone nei 200-300 metri di raggio nei dintorni del Drasso Park. Non credo sia una scelta giusta. Sarebbe molto più costosa che concludere il centro feste alla Cà Rossa, perché i costi sarebbero 660.000 euro già spesi per la Cà Rossa più 85.000 euro per il Drasso.  Mi rincuora solamente che Giunta e maggioranza dovranno ritornare di tasca loro i 660.000 euro al Comune per il danno erariale che compiranno realizzando la soluzione al Drasso Park. Infine andreste ad arricchire il gestore del Drasso Park con le migliaia di persone in più. Nel bando di gara per la gestione del Drasso Park non vi era scritto del futuro centro feste che ora volete realizzare. Si chiamerebbe abuso d’ufficio. Giusto pertanto l’ordine del giorno del consigliere Salvaterra che richiama a concludere il centro feste della Cà Rossa recapitatomi come agli altri consiglieri il 18/01/2016.
Grazie e cordiali saluti.
                                                                                                                                                                        Paolo Refolo
                                                                                                                                                          Consigliere Provinciale Porto.Mn

Agi e privilegi invece di scelte per i cittadini

Ogni giorno ci infarciscono i TG e giornali con termini come ripresa, aumento del PIL, aumento dei posti di lavoro, diminuzione della cassa integrazione…… poi togli lo sguardo dalla TV e dai giornali e vedi picchetti di lavoratori che da mesi lavorano senza prendere lo stipendio, ditte che falliscono, lavoratori che cercano lavoro per non trovarlo, situazioni di indigenza e ti chiedi ma quale paese vedono per dire tutte quelle sciocchezze che dicono su TV e giornali? Cosa si sono fumati? Cosa hanno al posto del cervello? Basterebbe una giusta riforma fiscale (stile USA per intenderci) per liberare risorse facendo emergere il nero, e loro invece inseguono riforme che non danno mezzo euro di risparmi (Del Rio in testa), occorrerebbe dare al paese un piano per il recupero delle aree soggette a dissesto idrogeologico che oltre a sistemare numerose magagne sul territorio darebbe molti posti di lavoro e per molti anni, e invece danno la possibilità di trivellare creando sismicità indotta, ci sarebbe anche il capitolo bonifiche che darebbe ancora molti posti di lavoro e per tanti anni visto come sono combinate tantissime aree industriali ed ex industriali ed invece guardano altrove….. ma se queste idee vengono a me che sono un cittadino normale che fa politica per passione LORO che vivono di politica e che hanno a disposizione tutto il giorno per pensarci non potrebbero realizzarne almeno una invece di tartassare solo e solamente i soliti noti. Il problema è solo uno è che prendono troppi soldi e sono fuori dal mondo normale e troppo agiati per rendersi conto che così non si può andare avanti e tutto quello che non fanno (o quello che fanno) serve solo a riconfermare i loro agi e i loro privilegi!!!!!

Porto – Il problema è nel manico

Lettera al Direttore pubblicata dalla Gazzetta di Mantova il 28/10/2015

Egregio Sig. Direttore,

ho letto la lettera della Lista Porto Partecipazione pubblicata lunedì 26 ottobre nella quale ci si lamenta della Giunta Comunale di Porto perché avrebbe convenzionato il servizio di messo con altro Comune risparmiando il 60% del costo rispetto ad avere il messo a totale dipendenza del nostro Comune, nonché di aver consentito il comando della responsabile tributi e controllo di gestione per 12 ore settimanali al Comune di Viadana. E’ una delle poche cose giuste fatte da questa Amministrazione Comunale dal Giugno 2014. Perciò concordo sia con la soluzione messo comunale, che per il comando 12 ore al Comune di Viadana della responsabile tributi. Anzi per quest’ultima l’avrei fatto per tutte le 36 ore , nel senso che a Porto non era proprio necessario avere questa brava dipendente proveniente dalla provincia di Mantova da fine gennaio 2015 a 12 ore settimanali e dal 1/10 a 36 ore settimanali. Il settore tributi poteva, come gestito per quasi 10 anni, rimanere in capo alla Dott. E Dal Bosco che lo ha sempre seguito molto bene e il controllo di gestione va e doveva restare in capo alla responsabile finanziaria Dott.ssa Marastoni. Si sarebbero risparmiati ben 40.000 euro all’anno. Ora con il comando a Viadana se ne recupereranno solo un terzo, ma vi è sempre una spesa non utile dei due terzi. Valutare poi come sofferente il nostro Comune sul fronte del personale, è veramente assurdo. Si pensi che con carichi di lavoro del 200% in più nel 2003-2004-2005 i dipendenti erano 30 nel 2003, 33 nel 2004 e 28 nel 2005 a tempo indeterminato e 2-3 in più a tempo determinato, contro i 41 di oggi. Ciò smentisce i dati del Sindaco che in Consiglio Comunale ha detto che in quegli anni vi erano 40 dipendenti. Si è ridotto il lavoro, vedi settore edilizia privata, contabilità, anagrafe e si sono aumentati i dipendenti del 30% senza motivo. L’unica cosa in cui concordo con Porto Partecipazione è la necessità di un vigile urbano in più, ma anche qui non vi è tanto un problema di quanti sono, ma di come è impostato il servizio di polizia locale. Negli anni dal 1995-2005 vi erano, mi si dice, solo 5 vigili contro gli attuali 7, ma la loro presenza sul territorio era molto più intensa. Perciò con 7 si potrebbe fare un servizio molto più adeguato. Il problema sta nel “manico” cioè Sindaco e assessore delegato al servizio.

Ringrazio e porgo cordiali saluti.

                                                                                                                Paolo Refolo

                                                                                                 Consigliere Provinciale IDV- Porto

P.S. I dati sul personale da me riportati sono ufficiali e scritti su una tabella del Comune distribuita negli anni citati.

Porto Mantovano – Lo scolmatore era già previsto.

Lettera al Direttore pubblicata sulla Gazzetta di Mantova il 25/10/2015

Egregio Sig. Direttore,
il Vice Sindaco di Porto P.C. Ghizzi nella sua intervista sulla gazzetta di Giovedì 22 Ottobre 2015 come in altre occasioni, cerca di accreditarsi come Comune e assessore un’opera che non era né è nei programmi del Comune e cioè lo scolmatore di acque da Via Manzoni a via Veneto per un costo di 267.000 euro. L’opera era nel piano idrico di ASEP che non è del Comune di Porto, ma solo una controllata da questi, piano approvato dall’ATO di Mantova nel 2006. Perciò il Comune non c’entra nulla, ripeto nulla. Ma il nostro Vice Sindaco, così come fece 4 anni fa con il depuratore e l’acquedotto di Soave, cerca di rientrare in gioco come per accreditarsi meriti che non ha. Tutte cose previste ribadisco nel 2006, quando vi era l’Amministrazione del Sindaco Mauro Ghizzi e direttore di ASEP R. Pezzali i quali evitarono che il servizio idrico fosse affidato a TEA, facendo risparmiare ai cittadini di Porto in 7 anni (2006-2013) ben 1.500.000 euro visto che la tariffa media del servizio idrico fra ASEP e TEA era del 12% in meno per ASEP, ripeto a vantaggio dei cittadini. Il Vice Sindaco la dice non grossa, ma enorme quando dice che il finanziamento dei 260.000 euro per lo scolmatore <<sarà a carico di TEA Acque con fondi propri>>. Errato Sig. Vice Sindaco, il costo di 267.000 euro dello scolmatore sarà a carico dei cittadini di Porto, perché come la legge prevede, TEA Acque lo scaricherà come sempre nella tariffa. Il Vice Sindaco è stato poco corretto, perché di fatto fa apparire TEA Acque come il buon Babbo Natale che regala ai portuensi 267.000 euro. A proposito Sig. Vice Sindaco, lei tre anni fa, conclusi i lavori dell’acquedotto di Soave, disse in analoga intervista tenuta per accreditarsi ingiustamente, che entro 3 anni e cioè a fine 2015 i Soavesi avrebbero avuto tutti l’acqua pubblica. Mi risulta che ad Agosto 2015 siano stati fatti solo 50 allacciamenti su 480 previsti o non è vero? Le ricordo che il milione e 600.000 euro investiti a Soave per l’acquedotto ASEP e perciò ora TEA Acque, l’hanno già scaricato in tariffa e perciò i cittadini di S. Antonio, Bancole, Montata Carra, stanno pagando questo investimento, senza che i soavesi lo utilizzino e perciò che anche loro concorrano a pagarlo. Mi sembra un danno a carico dei cittadini delle 3 frazioni e non si capisce perché non si siano realizzati in 3 anni almeno 350/400 allacciamenti. Forse che ai soavesi non piace l’acquedotto e debbano pagarlo quelli di Porto? Attendo una risposta chiara e non comizi.
Ringrazio e porgo cordiali saluti.

Paolo Refolo
Consigliere Provinciale IDV- Porto

P.S. Risulta che l’acqua a Soave sia inquinata e che vi sia un’ordinanza in atto che obbligherebbe i cittadini ad allacciarsi (Sindaco Settembre 2013); perché non li si obbliga a farlo?

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Porto Mantovano – Sindaco e consigliere sbandano a destra

-Lettera al Direttore pubblicata il 04/10/2015 dalla Gazzetta di Mantova –

Egregio Sig. Direttore,

sono stato veramente impressionato dalla lettera del Basket Bancole di alcuni giorni orsono in totale appoggio al Dott. Luppi direttore del Pronto soccorso riguardo alla sua intervista circa l’intasamento del pronto soccorso dovuto anche alla forte presenza di extracomunitari. Il consigliere delegato allo sport A. Licon PD ha concordato con la lettera del Basket Bancole coerente con quanto da lui scritto su Porto la notizia quest’estate e cioè che lui non accoglierebbe rifugiati a Porto. Dopo tre giorni il Sindaco Massimo Salvarani in un’intervista ha rinforzato questa posizione del Licon, dicendo che a Porto non vi erano spazi, quando con foto e documenti da me prodotti vi sono (due case ex custode ed ex centro servizi cimiteriali). A Porto Sindaco e Consigliere hanno avuto aperti e molteplici plausi da Lega Nord, Fratelli d’Italia e altri di estrema destra, oltre al silenzio in merito della Segretaria e Capogruppo PD Vanessa Ciribanti (ma non mi meraviglia visto che mi dicono che un tempo era pure lei di destra. E’ vero?). Silenzio del direttivo PD, di tutti gli assessori PD, ma il più vergognoso silenzio è stato quello dell’assessore di SEL N. Albertoni, che ha sbandierato su Facebook il problema rifugiati e cioè che giustamente occorre accoglierli, ma per Porto sta zitta e di fatto concorda con Licon e Sindaco. Il Licon ha fatto apparire quasi un terrorista il consigliere Luca Salvaterra perché aveva chiesto documenti al Comune, in merito agli affidamenti degli impianti sportivi, poi ha risposto al sottoscritto che la Gazzetta con le sentenze citate nell’articolo “ha fatto un pò di confusione”. A parte che la Gazzetta nel merito ha ragioni da vendere, perché quelle sentenze le ho lette pure io, ma ciò che impressiona è che il Sig. Licon sia incoerente. Come dire se un consigliere fa il suo dovere, lo accusa di voler portare la politica nello sport. Se una società sportiva appoggia un’intervista che può portare ad una ben chiara linea politica, allora va bene. Ma la coerenza dov’è Sig. Licon? Sareste voi i renziani? A SEL un invito, comprendo che le poltrone possono essere comode, soprattutto le assessorili. Ma evitate di sbracciarvi a favore dei rifugiati sui media e poi tacete e siete perciò concorrenti a fare il contrario quando siete al governo nei Comuni. Quantomeno a Porto.

Ringrazio e porgo cordiali saluti.

                                                                                                               Paolo Refolo

                                                                                                 Consigliere Provinciale IDV Porto