Porto Mantovano – Lo scolmatore era già previsto.

Lettera al Direttore pubblicata sulla Gazzetta di Mantova il 25/10/2015

Egregio Sig. Direttore,
il Vice Sindaco di Porto P.C. Ghizzi nella sua intervista sulla gazzetta di Giovedì 22 Ottobre 2015 come in altre occasioni, cerca di accreditarsi come Comune e assessore un’opera che non era né è nei programmi del Comune e cioè lo scolmatore di acque da Via Manzoni a via Veneto per un costo di 267.000 euro. L’opera era nel piano idrico di ASEP che non è del Comune di Porto, ma solo una controllata da questi, piano approvato dall’ATO di Mantova nel 2006. Perciò il Comune non c’entra nulla, ripeto nulla. Ma il nostro Vice Sindaco, così come fece 4 anni fa con il depuratore e l’acquedotto di Soave, cerca di rientrare in gioco come per accreditarsi meriti che non ha. Tutte cose previste ribadisco nel 2006, quando vi era l’Amministrazione del Sindaco Mauro Ghizzi e direttore di ASEP R. Pezzali i quali evitarono che il servizio idrico fosse affidato a TEA, facendo risparmiare ai cittadini di Porto in 7 anni (2006-2013) ben 1.500.000 euro visto che la tariffa media del servizio idrico fra ASEP e TEA era del 12% in meno per ASEP, ripeto a vantaggio dei cittadini. Il Vice Sindaco la dice non grossa, ma enorme quando dice che il finanziamento dei 260.000 euro per lo scolmatore <<sarà a carico di TEA Acque con fondi propri>>. Errato Sig. Vice Sindaco, il costo di 267.000 euro dello scolmatore sarà a carico dei cittadini di Porto, perché come la legge prevede, TEA Acque lo scaricherà come sempre nella tariffa. Il Vice Sindaco è stato poco corretto, perché di fatto fa apparire TEA Acque come il buon Babbo Natale che regala ai portuensi 267.000 euro. A proposito Sig. Vice Sindaco, lei tre anni fa, conclusi i lavori dell’acquedotto di Soave, disse in analoga intervista tenuta per accreditarsi ingiustamente, che entro 3 anni e cioè a fine 2015 i Soavesi avrebbero avuto tutti l’acqua pubblica. Mi risulta che ad Agosto 2015 siano stati fatti solo 50 allacciamenti su 480 previsti o non è vero? Le ricordo che il milione e 600.000 euro investiti a Soave per l’acquedotto ASEP e perciò ora TEA Acque, l’hanno già scaricato in tariffa e perciò i cittadini di S. Antonio, Bancole, Montata Carra, stanno pagando questo investimento, senza che i soavesi lo utilizzino e perciò che anche loro concorrano a pagarlo. Mi sembra un danno a carico dei cittadini delle 3 frazioni e non si capisce perché non si siano realizzati in 3 anni almeno 350/400 allacciamenti. Forse che ai soavesi non piace l’acquedotto e debbano pagarlo quelli di Porto? Attendo una risposta chiara e non comizi.
Ringrazio e porgo cordiali saluti.

Paolo Refolo
Consigliere Provinciale IDV- Porto

P.S. Risulta che l’acqua a Soave sia inquinata e che vi sia un’ordinanza in atto che obbligherebbe i cittadini ad allacciarsi (Sindaco Settembre 2013); perché non li si obbliga a farlo?

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Porto Mantovano GLI INTRECCI NOTI TRA SPORT E POLITICA

Lettera al Direttore pubblicata sulla Gazzetta di Mantova il 10 ottobre 2015

Egregio Sig. Direttore,
il presidente del Basket Bancole F. Volpi conclude la sua lettera pubblicata l’8/10/2015 con una parola stupenda “chiaro” con un bel punto interrogativo. Il sottoscritto non vuole e non ha criticato l’attività e il ruolo del Basket Bancole, bensì la posizione presa sulla vicenda extracomunitari al Pronto soccorso, a fronte del consigliere delegato allo sport A. Licon che ha criticato il consigliere Salvaterra solo perché sta facendo al meglio il suo incarico. Ho chiesto a Licon se la posizione del Basket sarebbe stata pure essa criticata visto che sembrava un assist politico a Lega Nord. Prendo atto che il Sig. Volpi dichiara che la sua società non è né di destra, né di sinistra e su questo tutti convergono, forse possono essere i suoi dirigenti ad avere posizioni politiche? Lo scrive lei Signor Volpi. Noi aiutiamo chi ci ha aiutati… o ho capito male? Ma vediamo se avete sempre agito con estrema distanza dalla politica. Chiusura della campagna elettorale del candidato PD attuale Sindaco Massimo Salvarani giugno 2014 Drasso Park. Presenza di un’ampia rappresentanza di super qualificati dirigenti del Basket Bancole e vi ero pure io. Ripeto in campagna elettorale. Nel 2009 nella lista Porto Insieme era candidato addirittura il Vice Presidente del Basket Bancole Sig. E. Buoli e non come indipendente bensì a rappresentare il Partito Socialista. Più politica di così. Non mi risulta che lo abbiate sconfessato o dimesso perché si è dimesso lui da Vice Presidente dopo mesi dalla sua elezione in consiglio comunale. Mi si dice che sempre alle comunali del 2009 alla cena per la vittoria di Maurizio Salvarani sede PD di Soave, fossero presenti diversi dirigenti del Basket Bancole ripresi da un video postato su you-tube o sono solo fantasie Sig. Volpi? Se lo sono mi scuso. Il Signor Volpi esalta molto la sua società ed è giusto ha molti meriti, ma senza l’enorme e persino eccessivo appoggio dell’Amministrazione Comunale dal 1980 al 2009 voi sareste ancora a giocare nel campetto parrocchiale di Bancole. Scrivo eccessivo sapendo che non piacerà all’ex Sindaco R. Pezzali che dal 1980 al 2009 prima come Sindaco sino al 2004 e poi come Direttore di ASEP vi ha aiutati moltissimo. Risottolineo oltremisura, non dando spazio però  ad altre discipline quali pallamano femminile, pallavolo femminile, etc… Lei scrive che voi aiutate chi vi ha aiutato, ma nel 2009  non avete ostacolato la scesa in campo cioè nel confronto elettorale del vostro Vice Presidente E. Buoli contro l’ex Sindaco M. Ghizzi che vi ha aveva molto aiutato. Almeno non risulta pubblicamente che abbiate contrastato il Buoli E. per tale scelta. Niente di male. Anzi. Altri presidenti di società sono scesi in campo nel 2009 a sostenere Mauro Ghizzi, Carmen Trazzi NGS Porto, L. Tornieri Calcio 2005, E.Cortesi Polisportiva Soave, tra l’altro come indipendenti. L’importante è ammettere che si è scesi in campo, anziché negarlo come ha fatto lei nella sua lettera. Chiaro?
Ringrazio e porgo cordiali saluti.
Paolo Refolo
Consigliere Provinciale IDV Porto

P.S. La attuale presenza in Consiglio Comunale della consigliera E. Cortesi presidente della Polisportiva di Soave è chiara e trasparente, e dimostra come lo sport sia anche in politica, come spesso è stato a Porto, ripeto a mio parere ciò è stato molto positivo. Però basta ammetterlo e non negarlo

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Porto Mantovano – Sindaco e consigliere sbandano a destra

-Lettera al Direttore pubblicata il 04/10/2015 dalla Gazzetta di Mantova –

Egregio Sig. Direttore,

sono stato veramente impressionato dalla lettera del Basket Bancole di alcuni giorni orsono in totale appoggio al Dott. Luppi direttore del Pronto soccorso riguardo alla sua intervista circa l’intasamento del pronto soccorso dovuto anche alla forte presenza di extracomunitari. Il consigliere delegato allo sport A. Licon PD ha concordato con la lettera del Basket Bancole coerente con quanto da lui scritto su Porto la notizia quest’estate e cioè che lui non accoglierebbe rifugiati a Porto. Dopo tre giorni il Sindaco Massimo Salvarani in un’intervista ha rinforzato questa posizione del Licon, dicendo che a Porto non vi erano spazi, quando con foto e documenti da me prodotti vi sono (due case ex custode ed ex centro servizi cimiteriali). A Porto Sindaco e Consigliere hanno avuto aperti e molteplici plausi da Lega Nord, Fratelli d’Italia e altri di estrema destra, oltre al silenzio in merito della Segretaria e Capogruppo PD Vanessa Ciribanti (ma non mi meraviglia visto che mi dicono che un tempo era pure lei di destra. E’ vero?). Silenzio del direttivo PD, di tutti gli assessori PD, ma il più vergognoso silenzio è stato quello dell’assessore di SEL N. Albertoni, che ha sbandierato su Facebook il problema rifugiati e cioè che giustamente occorre accoglierli, ma per Porto sta zitta e di fatto concorda con Licon e Sindaco. Il Licon ha fatto apparire quasi un terrorista il consigliere Luca Salvaterra perché aveva chiesto documenti al Comune, in merito agli affidamenti degli impianti sportivi, poi ha risposto al sottoscritto che la Gazzetta con le sentenze citate nell’articolo “ha fatto un pò di confusione”. A parte che la Gazzetta nel merito ha ragioni da vendere, perché quelle sentenze le ho lette pure io, ma ciò che impressiona è che il Sig. Licon sia incoerente. Come dire se un consigliere fa il suo dovere, lo accusa di voler portare la politica nello sport. Se una società sportiva appoggia un’intervista che può portare ad una ben chiara linea politica, allora va bene. Ma la coerenza dov’è Sig. Licon? Sareste voi i renziani? A SEL un invito, comprendo che le poltrone possono essere comode, soprattutto le assessorili. Ma evitate di sbracciarvi a favore dei rifugiati sui media e poi tacete e siete perciò concorrenti a fare il contrario quando siete al governo nei Comuni. Quantomeno a Porto.

Ringrazio e porgo cordiali saluti.

                                                                                                               Paolo Refolo

                                                                                                 Consigliere Provinciale IDV Porto

Il consigliere delegato allo sport Andrea Licon del Comune di Porto Mantovano non finisce mai di stupirmi!

Il consigliere PD Andrea Licon delegato dal Sindaco allo sport non finisce di stupirmi per la sua impreparazione. Egli alle 13,48 di venerdì 4/9 ha scritto su Facebook <<gli impianti sportivi non sono dei bar o delle piscine o altri locali commerciali>>. Che sono le piscine? Case di riposo, discoteche, osservatori metereologici o impianti sportivi. Da che mondo è mondo impianti sportivi, ma il quasi assessore allo sport non lo sa. Procediamo. Egli scrive che <<sono delle strutture che sono gestite dalle polisportive e società che partecipano a campionati provinciali e nazionali>>. Egli non sa che gli impianti sportivi possono essere gestiti anche da privati es: piscina comunale di Bancole, Kox Bancole, altro impianto a S. Antonio, piscina il Boschetto a Curtatone, ecc. anche qui dimostra la sua scarsa conoscenza. Andiamo avanti. Egli cita la Soc. San Lazzaro. San, Licon va con la maiuscola come Stato. Forse ai quadri della Versalis non l’hanno insegnato? Scrive che la San Lazzaro ha perso l’appalto l’anno scorso per il Pala Lunetta. Subito dopo il suo punto scrive <<avete mai sentito il Comune di Mantova, però con la minuscola ( le minuscole gli piacciono tanto) mettere a gara lo stadio?>> lo stadio no, ma guardi Licon che la palestra di Lunetta è stata messa a gara dal Comune di Mantova, come da lei scritto nel rigo precedente quando ha citato l’appalto perso dalla San Lazzaro.

Le ricordo vista la sua forte impreparazione che gli appalti pubblici sono delle gare. Grave per un consigliere quasi assessore e quadro. Se è così, certo che servono le gare (ma lo ha ammesso lei stesso citando la San Lazzaro). Perché l’ex Sindaco Maurizio Salvarani preparò un regolamento specifico e voi del PD l’avete “convinto” a ritirarlo nell’estate del 2013? Perché se siete così sicuri che non vada fatta la gara non chiedete un bel parere alla Corte dei Conti, come fatto per il compenso al Presidente di ASEP? Lei ha scritto che Porto è l’unico Comune che si fa carico di tutte le spese di gestione degli impianti sportivi per i quali le ho dimostrato che sono 184.000 euro e non 130.000 come da Lei scritto. Se ne deduce che solo il Comune di Porto è bravo con le società sportive, mentre gli altri 69 Comuni sarebbero cattivi con quest’ultime, o invece conoscono meglio le leggi in materia?

Porto Mantovano Il Sindaco nega l’accoglienza ai profughi e l’Assessore di SEL tace

Quanto sta succedendo a Porto Mantovano (MN) ha dell’incredibile, da una parte un Sindaco Massimo Salvarani (PD) che di fatto tramite stampa chiude le porte ad una eventuale disponibilità all’accoglienza di profughi (con il giubilo dei pochi e sparuti esponenti della destra portuense) e l’assessore di SEL Nadia Albertoni presente in giunta non fiata. Nemmeno quando con mia segnalazione al Prefetto di Mantova e una lettera al Direttore pubblicata dalla Gazzetta di Mantova segnalo che in effetti il Comune possiede immobili vuoti da anni ripristinabili con modica spesa e quindi atti a poter accogliere per il periodo di 6 mesi un anno fino a 24/26 profughi la incalzo a prendere una posizione.

Sinceramente trovo disdicevole questo comportamento da parte di un esponente politico che non perde tempo e che si sbraccia per i profughi  ogni minuto dichiarandosi pro accoglienza, ma quando si parla del comune dove amministra tace. Trovo anche disdicevole il fatto che pur non rispondendo direttamente al sottoscritto asserisca di ritenere offensivo il mio comportamento a suo dire ad personam, Nessun accanimento assessore solo che mi piacerebbe da un amministratore quale è lei coerenza tra ciò che dice e ciò che realmente fa,  Un silenzio assordante che non rende giustizia al lavoro fatto con dovizia dall’Assessore provinciale di SEL Elena Magri sul fronte dei profughi insieme alla Prefettura di Mantova.

Ma il silenzio ancor più inspiegabile (o no?) è quello del segretario provinciale del PD di Mantova Antonella Forattini che poco tempo prima aveva redarguito ferocemente tramite la stampa il Sindaco (non del PD) del comune di S. Benedetto per non aver dato accoglienza ai profughi. E qui la domanda sorge spontanea si usano due pesi e due misure? Se il Sindaco è PD non si dice nulla qualsiasi cosa facciano e nonostante si evidenzi che nelle sue dichiarazioni alla stampa dice cose inesatte e con gli altri si interviene con veemenza trovo veramente disdicevole tale comportamento.

Comunque, nonostante tutte le critiche, le parole che il sottoscritto si è dovuto sentire dire per oltre una settimana penso di aver fatto il mio dovere di cittadino e di Consigliere Provinciale segnalando alla prefettura gli stabili comunali liberi da anni presso il mio comune di residenza con buona pace di chi tace per mantenere lo status quo. Un ultima cosa voglio dire a questi “amministratori” essere alleati non significa essere scendilettisti ma essere scomodi e critici per difendere sempre e comunque le proprie idee qualunque esse siano a costo di mettere sul piatto della bilancia anche la tenuta dell’alleanza!!!!

La pista ciclabile può attendere

Lettera al Direttore pubblicata sulla Gazzetta di Mantova il 24 Luglio 2015 (inviata il 16 Luglio)

Egregio Sig. Direttore,
mentre il Vice Sindaco di Porto P.C. Ghizzi da molti mesi continua ad annunciare la prossima apertura della ciclabile S. Antonio-Mantova. Il Comune di Mantova, credo grazie anche alla accellerazione della nuova amministrazione Palazzi, sta aprendo il suo tratto dal diversivo a Cittadella. Il tratto del Comune di Mantova è molto meno costoso e non farà i danni già in essere della nostra ciclabile Municipio di Porto-Diversivo. Ne elenco solo alcuni per brevità. Con la soluzione adottata dalla Giunta Salvarani Maurizio PD-Vivere Porto dall’enorme costo si dice di 320.000 euro, si è speso ben 290.000 euro in più rispetto alla soluzione della Giunta Pezzali del 2004, che costava 30.000 euro e scorreva sulla statale davanti al Municipio. Non si avrebbe avuto il blocco in uscita dal quartiere dietro al Municipio, visto che si è dovuto fare un senso unico in corso d’opera perché il progetto non lo aveva previsto, così che 2.500 cittadini del quartiere usciranno su via Kennedy davanti alla scuola ove vi è un semaforo sulla ex statale in una zona già molto pericolosa. Lo spreco è toccabile con mano, infatti sopra i blocchi in cemento di divisione vi sono inutili e costosi archetti metallici, soprattutto dietro il Municipio e in Via Don Sturzo. Come pure sul ponte del diversivo sulla destra andando verso Mantova vi sono archetti alti e molto fitti (altezza 1,60 cm) inutili perché vi era già una super protezione alta 60 cm da anni. Altro spreco. Vi è poi l’eliminazione dei parcheggi dietro il Municipio e Via Don Sturzo. Da 13 a 4 nel primo caso, da 28 a 8 nella seconda via, cioè ridotti di 29 posti auto passando da 41 a 12, senza neanche un posto auto per i disabili. Tra l’altro si dice che nel piazzale dietro il Municipio parcheggino ogni mattina molti dipendenti comunali per le 5 ore nonostante il disco orario di un’ora. E’ Vero? La comandante Dott.ssa Dal Bosco ha ordinato i controlli frequenti anche perché i cittadini si lamentano dovendo loro fare 300 mt piedi parcheggiando in Via Einaudi o davanti alla palestra Einaudi. Conclusione gli inutili evidenti sprechi li segnalerò presto alla Procura della Corte dei conti. Progettata male, controllata peggio dagli amministratori che non si erano accorti che per non finire nel canale del Diversivo occorreva fare un tratto a sbalzo. L’ingegnere Vice-Sindaco Ghizzi, vari laureati e geometri in Giunta non l’hanno visto. Come pure non hanno visto che Via Don Sturzo in uscita sulla provinciale vicino alla pesa non consentiva il marciapiede, più la ciclabile e il doppio senso, dovendo così modificare anche il percorso dell’autobus. In definitiva 300 mt di ciclabile costeranno come tutta la ciclabile S. Antonio-Bancole Nord lunga 3 Km, più S. Antonio-Montata Carra 1,5 km. Ma la capogruppo PD Ciribanti ha scritto che è una grande opera. Andrebbe tolto il grande e messo supercostosa. A proposito mi dicono persone ben informate che i ciclisti continuano ancora come prima a passare a fianco della statale cioè il percorso più naturale e breve che con 30.000 euro si poteva realizzare in sicurezza.
Ringrazio e porgo cordiali saluti.

Paolo Refolo
Capogruppo Provinciale IDV Porto

Tutti i conti sbagliati del PD

Lettera al Direttore pubblicata sulla Gazzetta di Mantova il 10/07/2015

PORTO MANTOVANO

Tutti i conti sbagliati del PD

 

Egregio Sig. Direttore,

sono esterefatto dalla lettera della Signora V. Ciribanti capogruppo e segretario del PD di Porto. La signora si esprime come se vi fossero le elezioni comunali fra un mese, presentando così una serie di risultati in positivo della gestione  del Comune di Porto quando in realtà sono negativi e lo dimostro. Comincio dal citato dalla Ciribanti “grande storico risultato del PD alle elezioni comunali del 2014”. Riporto dati del Ministero e ufficio elettorale del Comune di Porto. Le comunali 2014  si sono tenute lo stesso giorno delle elezioni europee. PD alle europee 50,48%, 4.482 voti, alle comunali, ripeto lo stesso giorno, PD 2.762 voti il 32%, quasi il 40% in meno. Cioè 4 elettori PD su 10  non hanno votato il PD alle comunali. E’ stato di certo un grande risultato storico in negativo. Mai avvenuto un simile tracollo a Porto. Storici erano i risultati con Sindaco Pezzali 62% PCI, 66% PDS, 73% DS. Dice anche che la sua è stata la “lista del fare”, è vero anche questo, ma del fare molte promesse, e oggi dopo 13 mesi nessuna mantenuta. Cessione gas ed acqua di ASEP a TEA una perdita per ASEP di due servizi fortemente in utile e di 1,5 milioni di minor valorizzazione e tutto perché lei e i suoi compagni hanno teorizzato che ASEP mista non poteva gestire l’acqua. Assurdità senza limiti, tanto che è stata data a TEA Acque  società mista con soci CPL e altro socio mantovano per il 40%. Continua con la piscina affidata al privato con risparmio di soldi. In passato le perdite della piscina erano sui 60.000 euro  facilmente coperte da utili della farmacia e altri settori e con i biglietti di ingresso che costavano il 25% in meno. Morale. Con gli attuali prezzi dei biglietti di oggi al pubblico se gestita come 5-6 anni fa sarebbe a pareggio e poteva restare in ASEP. Se il PD negli anni scorsi ha messo in ASEP amministratori non adeguati, il problema non va risolto cedendo ai privati la piscina, ma cambiando gli amministratori. Circa le attività culturali la Ciribanti esalta le future, squalificando le passate quali il progetto donna, anziani e giovani ove pure lei era protagonista tale da essere recuperata come assessore o ha perso la memoria? Un accenno alla ciclabile S. Antonio Mantova, che è un vero esempio di “negativa e sprecona amministrazione”. Anziché spendere 30.000 €  progetto elaborato dalla Giunta Pezzali nel suo ultimo mandato anno 2014, ne stanno spendendo 300.000 € , ma su questo ci tornerò prossimamente.  Falso però scrivere che era nei programmi  da 25 anni, perché dal 2004 al 2015 sono solo 11  dei quali i 6 ultimi con amministrazioni partecipate dalla stessa Ciribanti che era assessore già a fine anni 90 o lo ha scordato? Circa poi la quadratura del bilancio comunale di previsione 2015 scrive che loro sono stati bravi. Certo con 400.000 € recuperati senza motivo da ASEP con la ridefinizione dei compensi per i servizi in modo illegittimo, senza cioè neppure la modifica dei contratti-convenzioni riusciremmo tutti a quadrare il bilancio. Circa la gestione del verde, delle rose, in particolare, invito la Signora Ciribanti a recarsi al Centro Servizi Comunali al Gombetto, in Via Picasso, e altre vie e vedere la morte per soffocamento da erbacce di migliaia di rose rosse. Pensavo che essendo rose rosse il PD le avrebbe salvate, ma ormai con Renzi che pensa di più al centro, forse salveranno quelle bianche del parcheggio Pertini. Ho le decine di foto scattate in questi giorni.

Ringrazio e porgo cordiali saluti.

Paolo Refolo

Capogruppo Provinciale IDV Porto

Troppe persone tra Comune e ASEP

Lettera al Direttore pubblicata Domenica 28 giugno 2015

PORTO MANTOVANO
Troppo personale tra Comune e Asep
Ho letto in questi giorni l’intervista al sindaco di Porto che, purtroppo, ho molto aiutato nelle elezioni comunali 2014, sia personalmente che come partito Italia dei Valori senza chiedere alcun incarico o riconoscimento personale o per l’Idv. Scrivo purtroppo perché sindaco, giunta , Pd e Sel (la maggioranza che governa il nostro comune) stanno in gran parte facendo il contrario di quanto promesso ai cittadini in un programma che abbiamo sostenuto. Come Idv avevamo posto solo alcune richieste programmatiche precise. Ad esempio la riduzione dell’organico dei dipendenti comunali perché non aveva senso che si fosse ridotta l’attività complessiva dell’ente es: urbanistica da 300 licenze a 5/6 nel 2014 e 2013 e avere 3 persone nel settore e due ai lavori pubblici. Tuttavia hanno proceduto ultimamente all’assunzione di un ingegnere, così da 5 perché oggi i due settori sono stati unificati, si passa a 6 con un architetto, un ingegnere due geometri e due impiegate. Per cui, con l’edilizia-urbanistica ferma e lavori pubblici quasi inesistenti, ci sono ben 6 dipendenti di cui 2 laureati e due geometri. Ciò vale anche per l’anagrafe o i tributi ove ci sono esuberi evidenti rispetto alla mole di lavoro, soprattutto all’anagrafe rispetto al passato. Ricordo, perché puntualmente pubblicato sui giornalini comunali a metà anni Duemila, che nel 2004-2005 il Comune di Porto con gli stessi servizi di oggi (aveva 1.000 abitanti di meno) aveva solo 33 dipendenti, in Asep erano 22 e in Csi circa 12. Totale 67 dipendenti con un carico di lavoro in Comune e in Asep doppio rispetto ad oggi con 41 dipendenti in comune e 47 in Asep per un totale di 88 dipendenti. Addirittura l’assessore Boccanera (di fatto vice-sindaco perché si dice essere il super assessore) ha scritto sull’ultimo giornalino comunale che l’organico dei dipendenti comunali è deficitario. Sembra di rileggere Maurizio Salvarani, l’ex sindaco che, non sapendo amministrare bene, pensava poterlo fare assumendo molti altri dipendenti. Sarebbero questi i riformisti renziani di Porto. Se lo sapesse Renzi li rottamerebbe subito. Il problema è che hanno paura della loro ombra e appena il sindacato apre bocca in Comune, subito accolgono le richieste che naturalmente sono di aumento del personale. In pratica è avvenuto che il Pd ha sconfessato nel 2006 le ottime amministrazioni passate e, non sapendo gestire in modo migliore, da un lato ha aumentato il personale e dall’altro ha ridotto i servizi in Asep. D’altronde non sono riusciti a trovare a Porto amministratori idonei per Asep. Il presidente è un conoscitore di problemi del personale ma, mi dicono, non ha mai gestito un’azienda come Asep e viene da Brescia con un costo molto alto. Qui non ne avevamo? Poi c’è una brava imprenditrice agricola che c’entra nei servizi Asep come il sottoscritto a Cape Canaveral e un commercialista di Mantova membro della segreteria del Pd. Qui è tutta la debolezza del Pd di Porto.
Paolo Refolo
Consigliere Provinciale
Porto Mantovano

GRANDE MANTOVA – SI INIZI DAI SERVIZI PER I CITTADINI

– Lettera al Direttore pubblicata sulla Gazzetta di Mantova il 21/06/2015 –

Egregio Sig. Direttore,

Le chiedo spazio nella sua rubrica per esprimere alcune idee sul progetto della Grande Mantova. Credo anch’io che l’obiettivo debba essere quello dell’unico comune, ma con tempi realistici e cioè non prima del 2025. Il percorso naturalmente per giungere al 2025 dovrebbe essere definito entro quest’anno e non può che iniziare dalla stesura di un progetto di fusione così come avviene fra aziende private che vogliono fondersi. Uno degli obiettivi centrali di tale progetto per giungere al risultato prefissato è la realizzazione della Grande Mantova dei servizi alla città, alle persone cioè ai cittadini e alle imprese. Rimanendo per brevità sui primi due penso sia necessario razionalizzare in modo concreto e attuale la pluralità di aziende partecipate dai 5 Comuni per i servizi ai cittadini quali: TEA, ASPEF, ASTER, ASEP, San Giorgio Servizi… Vanno ridefiniti gli scopi e le attività delle stesse. Facendo alcuni esempi. Si potrebbe decidere fra i 5 comuni che TEA svolga 3-4 servizi a rete gas, acqua, ambiente ed energia. Che ASEP si fonda con ASPEF e San Giorgio Servizi dopo i dovuti adeguamenti societari e cioè tutte e 3 società pubbliche al 100% e “in house” e questa nuova società realizzare i servizi alla persona, servizi sociali, culturali, etc.. ASTER la società che agisce naturalmente negli attuali suoi servizi, ma che si estende negli altri Comuni e per nuovi servizi riguardanti la mobilità e la viabilità. Come dire Direttore, che la Grande Mantova va costruita razionalizzando l’esistente per portare a breve vantaggi ai cittadini con servizi più qualificati e meno costosi fra qualche anno. Per realizzare questo obiettivo non è dirimente avere subito un unico Comune, ma un sistema di servizi con 2-3 aziende altamente efficienti che producano ottimi servizi. Vedremo se fra i 5 Comuni vi sarà la volontà per iniziare dai servizi ai cittadini o si tornerà a fare una volta al mese il “famoso” controllo del traffico dalle 21 alle 23,30 sulla SS. Cisa in contemporanea tra i Vigili di Mantova a Cittadella e con quelli di Porto a Bancole. L’hanno enfatizzata come un “grande inizio della Grande Mantova”. Vogliamo scherzare?

Ringrazio e porgo cordiali saluti.

Paolo Refolo

Capogruppo IDV

Consiglio Provinciale di Mantova

Mi impegnerò per il rilancio di Mantova.

Troppi sono i ritardi che Mantova sta subendo da almeno 30 anni, sia nelle attività economiche, nelle infrastrutture, e ciò l’ha ancor più emarginata sia in Lombardia, che dal vicino Veneto ed Emilia Romagna. Non si può più assistere al suo lento, ma ormai evidente indebolimento del tessuto economico e sociale. Quale consigliere provinciale dell’IDV da circa 4 anni ho operato anche con contributi critici ma fattivi e concreti per le scelte di sviluppo del territorio mantovano, compreso l’area centrale e cioè Mantova e d’intorni. Necessita tuttavia un più profondo, ampio e coordinato sforzo per il capoluogo provinciale, affinché ritorni ad essere la locomotiva dello sviluppo mantovano, anche sul piano culturale. Il centro-sinistra, se unito, può concorrere al rilancio di Mantova, coinvolgendo però le Associazioni economiche, sociali, della Cultura e del Volontariato. Una nuova gestione aperta alla partecipazione dei cittadini. In tal senso, sia che sia eletto in Consiglio sia che no, darò il mio contributo di esperienze e passione sociale.

Paolo Refolo